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Africa, i conflitti dimenticati

di Alessandro Maran

 

Com’è naturale, le guerre in Ucraina e a Gaza hanno suscitato una diffusa preoccupazione, eppure ci sono guerre dimenticate di cui non si parla, conflitti che ricevono poca o distratta attenzione dall’opinione pubblica e dai media; eppure, anche in questi conflitti che non fanno notizia, ci sono uomini, donne, bambini che di guerra muoiono e che dalla guerra fuggono.
🇸🇩 Su The New York Times, Alex de Waal e Abdul Mohammed puntano i riflettori sul Sudan dove il conflitto civile è scoppiato all’inizio dell’anno. “C’è un genocidio in atto nel Darfur, in Sudan, per la seconda volta in 20 anni”, scrivono. “Questa volta la violenza si sta verificando sotto gli occhi del presidente Biden, e lui e la sua amministrazione non hanno fatto abbastanza per fermarla. Ma ci sono due cose che Biden può fare oggi che potrebbero avere un impatto reale: impedire agli alleati mediorientali dell’America di armare i carnefici e sostenere un’iniziativa africana guidata dal Kenya per porre fine allo spargimento di sangue”(👉 https://www.nytimes.com/2023/12/04/opinion/the-war-the-world-forgot.html).
🇲🇱 🇧🇫 🇳🇪 🇹🇩 E che dire del Sahel? Non molto tempo fa, il tratto dell’Africa occidentale e centrale ha attirato l’attenzione del mondo per una serie di colpi di stato che hanno sollevato più di un interrogativo sul loro sviluppo politico ed economico, sul declino dell’influenza occidentale e sull’estremismo jihadista. Al Foreign Policy Research Institute, Maria Nicoletta Gaida e Didier Castres vedono emergere nella regione tre possibili scenari: “Scenario 1: Nella migliore delle ipotesi, la formazione di una zona di 3 milioni di chilometri quadrati (dieci volte la dimensione dell’Italia) abbandonati al caos violento istituzionalizzato, all’interno del quale Stati, leader di gruppi armati, jihadisti e trafficanti vari (droga, migranti, oro, ecc.) condivideranno o si contenderanno spazi, rotte commerciali e pedaggi in uno conflitto a bassa intensità. Scenario 2: L’emergere di una lunga striscia al confine con Sahel settentrionale, dal Mali al Ciad, in cui ribelli e comunità marginali escluse dalla vita politica e dal dialogo affermeranno la loro autorità e compattezza minacciando le popolazioni del sud. Scenario 3: L’ascesa di un califfato che, approfittando della situazione caotica, potrebbe non portare quel nome ma che potrebbe stabilirsi nel Sahel settentrionale prima di ricominciare un’avanzata verso sud” (https://www.fpri.org/…/how-to-prevent-the-sahelian…/). Sono tre scenari uno peggiore dell’altro.
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Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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