Antisemitismo in Usa, il discorso del democratico Chuck Schumer - Fondazione PER
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Antisemitismo in Usa, il discorso del democratico Chuck Schumer

“Non importa quali siano le nostre convinzioni, non importa la nostra posizione riguardo alla guerra a Gaza, tutti noi dobbiamo condannare l’antisemitismo con chiarezza e a pieni polmoni ogni volta che lo vediamo, prima che si diffonda per metastasi in qualcosa di peggio”. Lo ha detto Chuck Schumer, ebreo e leader democratico della maggioranza al Senato americano, nel fenomenale discorso sull’antisemitismo che ha tenuto in aula il 27 novembre scorso (👉 https://www.democrats.senate.gov/…/majority-leader…).
“Oggi intervengo su un argomento di grande importanza: l’impennata dell’antisemitismo in America”, he esordito il capo dei senatori democratici. “Ma prima di addentrarmi in questo, voglio formulare due importanti precisazioni su cosa non è questo discorso. Questo discorso non è un tentativo di etichettare come antisemite la maggior parte delle critiche rivolte a Israele e al governo israeliano in generale. Non credo che la critica lo sia. E questo discorso non è nemmeno un tentativo di contrapporre l’odio verso un gruppo a quello di un altro. Credo che l’intolleranza contro un gruppo di americani sia intolleranza contro tutti, ed è per questo che ho sostenuto leggi come il COVID-19 Hate Crimes Act, che prende di mira la violenza contro gli americani di origine asiatica e il Nonprofit Security Grant Program, che fornisce finanziamenti per aiutare tutti i luoghi di culto – chiese, moschee, sinagoghe, gurdwara – a proteggersi dagli estremisti. Quando il presidente Trump durante le prime settimane della sua presidenza ha sollecitato la messa al bando dei musulmani, ho tenuto una conferenza stampa di emergenza per protestare contro l’ostracismo insieme a una mamma musulmana e a quattro delle sue figlie, tutte vestite con lo chador, che temevano di non rivedere più il padre. È stato un momento molto doloroso e sono un tipo emotivo. Ho cominciato a piangere. Il presidente Trump mi ha visto piangere in TV e mi ha dato un nomignolo: “Cryin’ Chuck Schumer”. Ero, e sono, molto orgoglioso di quell’epiteto. La crescente e vivace comunità arabo-americana è una parte vitale della nostra nazione e della mia città, e condanno – inequivocabilmente – qualsiasi veleno e qualsiasi forma di odio contro di loro. Questa settimana abbiamo tragicamente visto dove può portare questo odio nel Vermont. Il che è inaccettabile. Ma oggi voglio concentrare le mie osservazioni sull’antisemitismo perché mi tocca da vicino – e perché credo che questo momento lo richieda. Ho appena detto ciò che questo discorso non è. Allora di cosa tratta questo discorso? Voglio descrivere le paure e le ansie di molti ebrei americani in questo momento, in particolare dopo il 7 ottobre, che ritengono che ci siano aspetti del dibattito su Israele e Gaza che stanno sconfinando nell’antisemitismo, con gli ebrei presi di mira semplicemente perché sono ebrei, senza che abbiano nulla a che fare con Israele.
Voglio spiegare, attraverso la lente della storia, perché tutto ciò rappresenta un grande pericolo. La normalizzazione e la riacutizzazione dell’odio è il pericolo che molti ebrei temono di più. E infine, voglio ribadire come e perché spero che tutti gli americani di buona volontà possano unirsi e fare uno sforzo maggiore per condannare tali punti di vista e comportamenti”.
Nel suo discorso (che merita davvero di essere letto e riletto) Schumer ha riepilogato i fatti, ha esortato Israele a proteggere i civili in Palestina, ha espresso sostegno per una “soluzione a due Stati” e ha criticato gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, ciò nondimeno ha anche denunciato il “doppio standard” utilizzato da troppi oppositori di Israele. Ma se il leader di maggioranza ha deciso di prendere la parola in aula è perché ritiene che l’antisemitismo, anche in America, sia un problema serio.
“Perciò prendo la parola oggi in quest’aula. Intervengo per lanciare un allarme, sulla base delle lezioni della storia. Non importa quali siano le nostre convinzioni, non importa la nostra posizione riguardo alla guerra a Gaza, tutti noi dobbiamo condannare l’antisemitismo con chiarezza e a pieni polmoni ogni volta che lo vediamo, prima che si diffonda per metastasi in qualcosa di peggio.
Perché in questo momento, questo è ciò che gli ebrei americani temono di più.
Il picco di antisemitismo che stiamo vivendo in questo momento in America è iniziato dopo il peggior caso di violenza commessa contro gli ebrei dai tempi dell’Olocausto. Il veleno contro Israele sulla scia del 7 ottobre sta troppo spesso superando il limite in direzione di un antisemitismo sfacciato e diffuso che in questo paese non vedevamo da generazioni – se non mai.
Ecco perché dobbiamo chiamarlo col suo nome ogni volta che lo vediamo:
Dopo il 7 ottobre, quando a Filadelfia sono stati organizzati boicottaggi contro aziende ebraiche che non hanno nulla a che fare con Israele: questo è antisemitismo!
Dopo il 7 ottobre, quando sulle gastronomie ebraiche dell’Upper East Side sono comparse le svastiche: questo è antisemitismo!
Dopo il 7 ottobre, quando i manifestanti in California hanno gridato agli ebrei americani: “Hitler avrebbe dovuto distruggervi!”: questo è antisemitismo!
Dopo il 7 ottobre, quando una senatrice ebrea degli Stati Uniti è stata violentemente minacciata per le sue opinioni su Israele: questo è antisemitismo!
Dopo il 7 ottobre, quando gli studenti dei campus universitari di tutto il Paese che indossano uno yarmulke o mostrano una stella ebraica vengono molestati, diffamati verbalmente, spinti e persino coperti di sputi e presi a pugni: questo è antisemitismo!
Dopo il 7 ottobre, quando un autore di un’importante rivista di sinistra ha bollato la manifestazione filo-israeliana a Washington come una “manifestazione d’odio”: questo è antisemitismo! Ho partecipato alla manifestazione perché credo che per il popolo ebraico dovrebbe esserci un luogo in cui rifugiarsi. Non perché desideri la violenza sui palestinesi o su qualsiasi altro popolo.
E dopo il 7 ottobre, quando gli studenti della Hillcrest High School nel Queens si sono scatenati nei corridoi e hanno chiesto il licenziamento di un’insegnante solo perché ha partecipato a una manifestazione a sostegno di Israele, costringendola a nascondersi per ore in un ufficio chiuso a chiave mentre il personale lottava per riprendere il controllo: questo è antisemitismo! Uscire da scuola per marciare a sostegno dei palestinesi è del tutto legittimo. Ma costringere un’insegnante ebrea a rimanere – come lei stessa ha raccontato – chiusa in un ufficio perché ha partecipato a una manifestazione a sostegno di Israele è antisemitismo puro e semplice (…) Ho appena elencato alcuni dei tanti esempi di come l’antisemitismo puro e semplice sia cresciuto drammaticamente dal 7 ottobre. Ma in America le radici della democrazia pluralistica e multietnica sono profonde. Questo è un luogo in cui gli ebrei hanno potuto prosperare insieme a tanti altri gruppi di immigrati. Non dobbiamo mai perdere di vista quanto ciò sia speciale. E non dobbiamo mai smettere di lottare per questo (…)” (il discorso di Schumer si può vedere anche qui: 👉 https://www.youtube.com/live/dlEB0sgap4U?si=jIeR5pJy7K-Bct6M).
redazione
red@perfondazione.eu
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