Automobili, in crisi l'industria tedesca. E la Cina diventa il primo esportatore mondiale - Fondazione PER
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Automobili, in crisi l’industria tedesca. E la Cina diventa il primo esportatore mondiale

di Alessandro Maran

 

Quando la nave cinese denominata “BYD Explorer No.1” è attraccata nel porto tedesco di Bremerhaven, nel Mare del Nord, “potrebbe aver inaugurato una nuova era nell’economia globale”, ha scritto il mese scorso Howard French.
«La particolarità della nave – scrive French – non era la sua lunghezza di 653 piedi, né la sua propulsione relativamente ecologica a gas naturale liquido, e nemmeno la sua capacità di carico e scarico rapido di merci. Quel che ha fatto sì che l’evento provocasse una scossa tellurica avvertita ben oltre la Germania, attraverso gran parte dell’Europa e fino ai lontani Stati Uniti è stata la natura del suo carico.
La nave è stata commissionata appositamente da BYD – una società di cui molte persone al di fuori della Cina non hanno ancora sentito parlare ma che scopriranno presto – e ha trasportato nei mercati occidentali circa 5.000 nuovi scintillanti veicoli elettrici (EV) con le insegne della casa automobilistica.
Nonostante il boom di attenzione durante l’amministrazione Trump, è passato un po’ di tempo da quando il commercio internazionale era una questione centrale nell’agenda delle relazioni internazionali.
Ma la sfida che BYD incarna potrebbe presto riportare in primo piano il commercio in modo violento e duraturo. BYD non è affatto tutta la storia, ma l’azienda – che recentemente è diventata il principale produttore mondiale di veicoli elettrici, superando Tesla – è al centro di una nuova sfida spinosa e potenzialmente esistenziale che i settori emergenti dell’industria cinese pongono ai loro ricchi concorrenti del mondo. E da parte sua, BYD, che nei mercati occidentali ha adottato lo slogan “Build Your Dreams”, non nasconde le proprie ambizioni» ((https://foreignpolicy.com/…/china-ev-byd-cars-auto…/).
Le case automobilistiche cinesi, tra cui BYD, Chery Automobile e SAIC Motor, hanno effettuato ordini di navi per contrastare l’aumento dei costi di spedizione mentre aumentano le esportazioni, spiega Reuters. La Cina ha esportato 5,2 milioni di veicoli nel 2023, superando il Giappone come maggiore esportatore di automobili al mondo. Secondo i dati della China Passenger Car Association, BYD ha esportato circa 243.000 automobili su un totale di 3 milioni di veicoli venduti nel 2023, con Australia, Brasile e Israele tra i suoi maggiori mercati esteri (https://www.reuters.com/…/byds-first-chartered-vessel…/).
Insomma, i mercati automobilistici globali stanno per essere inondati di veicoli elettrici cinesi, il che aumenterà gli impulsi protezionistici e sconvolgerà la politica, ammonisce il columnist di Foreign Policy nell’articolo citato (https://foreignpolicy.com/…/china-ev-byd-cars-auto…/). E non c’è dubbio che i veicoli elettrici cinesi rappresentino una nuova sfida per l’Occidente, come hanno scritto Edward Shite e Peter Campbell in un articolo del Financial Times a gennaio (https://www.ft.com/…/de696ddb-2201-4830-848b…).
L’annuncio di un’inchiesta commerciale sull’importazione di auto elettriche prodotte in Cina era stata la grande sorpresa del discorso sullo stato dell’Unione (europea): “I mercati globali sono inondati di auto elettriche cinesi molto economiche. Il loro prezzo è mantenuto artificialmente basso da enormi sussidi statali”, aveva detto non per caso Ursula von der Leyen (https://www.youtube.com/live/3CodB7iohUI?si=sewVs8IcTGjcpNKG).
Su DER SPIEGEL, sei coautori scrivono che le case automobilistiche tedesche stanno lottando per passare all’elettrico in modo commerciabile e redditizio:«Nessun produttore tedesco ha attualmente un’auto elettrica sul mercato che costa meno di 25.000 euro, e la maggior parte dei prezzi supera ben i 30.000 euro. La e-up!, per anni un bestseller compatto, è stata ritirata dal mercato dalla Volkswagen nel 2023, presumibilmente perché non era più redditizia. VW non ha intenzione di riportare sul mercato veicoli elettrici più economici fino al 2026. Nel frattempo, Mercedes e il suo partner cinese Geely continuano ad aggiungere extra alla E-Smart, rendendola più costosa. Nella maggior parte dei casi, acquistare un’auto elettrica costa diverse migliaia di euro in più rispetto ad un’auto con motore a combustione comparabile. A ciò si aggiunge un contesto economico che rende il cambiamento poco attraente: recessione, inflazione e prezzi dell’elettricità altamente volatili, che nel 2023 sono stati tra i più alti in Europa. L’Associazione tedesca dell’industria automobilistica (VDA) prevede un calo delle vendite del 14% quest’anno»
Potrebbe essere questa la campana a morto della leggendaria industria automobilistica tedesca?, si chiede il settimanale tedesco. E visto che quella dell’industria automobilistica tedesca ha tutta l’aria di essere una crisi esistenziale, come titola lo Spiegel, non sarebbe male tenere a mente che dietro l’auto tedesca c’è tanta Italia, quella della componentistica, parti e accessori di una filiera che da anni fa dell’export il suo punto di forza.
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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