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Battaglia finale negli stati in bilico. Trump appeso alla Pennsylvania

di Vittorio Ferla

 

Per capire chi vincerà le elezioni presidenziali americane bisogna sempre ricordare che gli Usa sono uno stato federale. Non basta monitorare il gradimento generale sul piano nazionale. L’oscillazione dei consensi nei singoli stati è ben più importante. Anzi, decisivo. Ne sa qualcosa Hillary Clinton che, come tutti ricordano, nel 2016 godeva di un discreto vantaggio su Trump nei sondaggi nazionali, ma non riuscì a varcare la soglia della Casa Bianca per aver perso, anche di poco, in alcuni Stati chiave.

Ecco perché in questi giorni Joe Biden sta visitando la Georgia e l’Iowa, mentre la sua compagna di gara, la senatrice della California Kamala Harris, si recherà venerdì in Texas: tutti stati che Trump ha vinto facilmente nel 2016.

La campagna elettorale di Trump, nel frattempo, restringe il suo campo di azione. Il presidente non può tenere il passo con le superiori capacità di spesa di Biden per la propaganda elettorale. Gli stati da difendere sono troppi. E così The Donald cercherà di vincere con il minimo sforzo, confidando nel fatto che, in quei tre stati, gli elettori mantengano la tradizionale fedeltà al partito repubblicano. Viceversa, Trump concentra i suoi sforzi su sette stati che ha vinto quattro anni fa, perché teme di perderli, oltre a Minnesota e Nevada, che questa volta spera di ribaltare.

 

Ecco gli Stati chiave

Quali, dunque, gli stati chiave di queste elezioni? Senz’altro Arizona, Florida, Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin. Nel 2016 videro l’affermazione di Donald Trump, ma i recenti sondaggi mostrano che Biden è in testa in tutti e sei, anche se di poco.

Prima della vittoria del tycoon, per tre di questi stati stati – Michigan, Pennsylvania e Wisconsin – si parlava di “muro blu” (blu è il colore che identifica i democratici). “Nel 2016 Hillary Clinton fu sommersa di critiche per non essersi concentrata abbastanza su Wisconsin e Michigan nelle settimane finali della gara. Così, oggi, i due Stati sono al centro dell’attenzione del democratici”, spiega Nate Silver, guru dei sondaggisti americani. Memore della batosta di quattro anni fa, Biden andrà in Wisconsin venerdì e in Michigan sabato. Lunedì a Chester, in Pennsylvania, ha promesso: “Il muro blu deve essere ristabilito”.

 

L’importanza del Texas

Intanto, Kamala Harris programma il viaggio in Texas. Il “Lone Star State” – così viene chiamato – da sempre terra di cowboys e petrolieri, linea di confine con il Messico e scenario delle tensioni con gli immigrati, è considerato la quintessenza della cultura repubblicana americana. Ma da qualche anno qualcosa sta cambiando. L’enorme sviluppo delle imprese digitali, la crescita demografica delle minoranze, soprattutto latine, e la centralità delle metropoli texane (Austin, Dallas, Houston) sta facendo di questa regione un ambiente sempre più favorevole ai valori progressisti. Qui i Democratici vedono per la prima volta la possibilità di ottenere la maggioranza di deputati statali alla Camera e di gettare così le basi per una larga affermazione al Congresso.

 

La sfida nel Midwest

Dal canto suo, nell’ultima settimana Trump ha programmato visite in Michigan, Wisconsin, Arizona e Nebraska. Anche il vicepresidente Mike Pence, che ha già visitato il Minnesota lunedì, si recherà in Wisconsin e Michigan. “La campagna di Trump ha aggiunto 6 milioni di dollari alla sua pubblicità di 55 milioni di dollari nelle ultime due settimane. E i soldi si concentrano principalmente su Michigan, Pennsylvania e Wisconsin”, ricorda Eric Bradner della Cnn. “Stiamo anche moltiplicando gli annunci radiofonici rivolti agli elettori neri e latini, in particolare nell’area di Milwaukee”, annuncia Jason Miller, uno dei consigliere del presidente. A sua volta, il sito Fivethirtyeight di Nate Silver ricorda che “un minor numero di elettori indecisi è una buona notizia per Biden nel Midwest”. Ciò significa che, diversamente dall’ultima sfortunata performance della Clinton, la working class che risiede in Michigan e nel Wisconsin sembra intenzionata a ritornare nella casa dei democratici.

 

Il caso della Pennsylvania

Più incerta la situazione in Pennsylvania, dove Donald Trump ha tenuto ben tre manifestazioni lunedì scorso. Il motivo? Nel corso dell’ultimo dibattito in tv Joe Biden ha promesso di mettere freni all’industria petrolifera, al fine di diminuirne l’impatto ambientale. Quel commento tuttavia potrebbe rivelarsi politicamente dannoso nella Pennsylvania occidentale, dove l’estrazione del gas naturale è un importante motore economico e il passaggio alle energie rinnovabili può essere vissuto come una minaccia al proprio posto di lavoro. Dunque, la Pennsylvania è un must per Biden? “No, non proprio. È quasi un must per Trump, che ha solo il 2% di possibilità di vincere il collegio elettorale se perde la Pennsylvania”. Parola di Nate Silver.

Vittorio Ferla
Vittorio Ferla
vittorinoferla@gmail.com

Giornalista, direttore di Libertà Eguale e della Fondazione PER. Collaboratore de ‘Linkiesta’ e de 'Il Riformista', si è occupato di comunicazione e media relations presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio. Direttore responsabile di Labsus, è stato componente della Direzione nazionale di Cittadinanzattiva dal 2000 al 2016 e, precedentemente, vicepresidente nazionale della Fuci. Ha collaborato con Cristiano sociali news, L’Unità, Il Sole 24 Ore, Europa, Critica Liberale e Democratica. Ha curato il volume “Riformisti. L’Italia che cambia e la nuova sovranità dell’Europa” (Rubbettino 2018).

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