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E a sorpresa Biden cresce tra i giovani

di Vittorio Ferla

 

Non è esattamente la prima scelta dei giovani elettori, ma Joe Biden può sorridere: gli under 30 sembrano intenzionati a presentarsi ai seggi con numeri record per farlo diventare presidente. Secondo un sondaggio pubblicato lunedì scorso dall’Institute of Politics dell’Università di Harvard, il 63% dei giovani, sia universitari che non, afferma che “voterà sicuramente” a queste elezioni. Un livello di interesse tale da rendere l’affluenza giovanile significativa, visto che il vantaggio di Biden su Trump non può ancora darsi per scontato.

“La vittoria di Obama nel 2008 – ricorda Susan Milligan di US News – è stata in parte dovuta a un enorme coinvolgimento dei giovani elettori che si sono presentati in massa per votarlo. Biden non sta andando così bene tra i giovani elettori come Obama, che allora guadagnò il 68% dei voti dei ventenni. Ma sta andando meglio, però, rispetto a Hillary Clinton, la candidata democratica del 2016, che si allontanò parecchio dall’exploit del suo predecessore”.

In generale, gli elettori under 30 partecipano poco al voto e questo procura sempre grande frustrazione nei candidati. A loro volta i giovani accusano i politici di non occuparsi dei loro problemi e quindi perdono interesse a votare. Stavolta però, avverte Mark Gearan, direttore dell’Institute of Politics, la corsa per la Casa Bianca “sta riscontrando un interesse senza precedenti. Novità importante non solo per l’esito elettorale del 3 novembre, ma anche perché le persone che iniziano a votare in gioventù hanno maggiori probabilità di partecipare alle elezioni per tutto il corso della loro vita”.

A livello nazionale, la quota dei giovani che hanno già sfruttato l’opportunità del voto anticipato è del 27% superiore a quella del 2016. Il Center for Information & Research on Civic Learning and Engagement della Tufts University riferisce che l’affluenza è in crescita soprattutto negli Stati in bilico tra i due contendenti. In Florida, per esempio, al 21 ottobre avevano già votato più di 493 mila giovani contro i 44 mila di quattro anni fa. Nella Carolina del Nord, il numero è quasi decuplicato: da poco più di 25 mila voti nel 2016 a 205 mila la scorsa settimana. In Texas, il gruppo apartitico Move Texas comunica che l’affluenza alle urne dei giovani è stata finora più del triplo di quella del 2016.

Nel corso delle primarie dem, Joe Biden (16%) era molto indietro nel voto giovanile rispetto ai suoi rivali Bernie Sanders (28%) ed Elizabeth Warren (22%). Ma da allora Biden ha aumentato la sua popolarità tra gli under 30. Secondo l’Institute of Politics, nella primavera 2020, Biden aveva un indice di approvazione del 34% tra i giovani elettori, ma quell’indice è salito al 47% tra tutti i giovani e al 56% tra i probabili elettori in quella fascia di età. Dice Justin Tseng, il giovane presidente dell’Harvard Public Opinion Project: “I giovani elettori hanno iniziato a sostenere Biden principalmente a causa dell’antipatia nei confronti di Donald Trump. Ma con il procedere della campagna, il consenso tra i giovani dell’ex vice presidente è cresciuto tanto: i giovani apprezzano le sue proposte politiche e sembrano stimarlo anche a livello personale”. Good news, insomma, per il vecchio Joe.

Vittorio Ferla
Vittorio Ferla
vittorinoferla@gmail.com

Giornalista, direttore di Libertà Eguale e della Fondazione PER. Collaboratore de ‘Linkiesta’ e de 'Il Riformista', si è occupato di comunicazione e media relations presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio. Direttore responsabile di Labsus, è stato componente della Direzione nazionale di Cittadinanzattiva dal 2000 al 2016 e, precedentemente, vicepresidente nazionale della Fuci. Ha collaborato con Cristiano sociali news, L’Unità, Il Sole 24 Ore, Europa, Critica Liberale e Democratica. Ha curato il volume “Riformisti. L’Italia che cambia e la nuova sovranità dell’Europa” (Rubbettino 2018).

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