Expo 2030: perché Roma l'ha perso - Fondazione PER
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Expo 2030: perché Roma l’ha perso

di Alessandro Maran

 

Saranno stati certamente anche i soldi, “la longa manus dei petrodollari”; avranno anche votato per il mercantilismo e avrà avuto la meglio la diplomazia transazionale (che, ovviamente, sono sempre degli altri); e senza dubbio Riad avrà vinto con la propaganda, come ripetono oggi in tanti. Ma si tratta, come ha scritto Gianluca De Rosa, di propaganda “con odore di futuro”.
La presentazione dei sauditi, “la più sfarzosa”, racconta infatti Gianluca De Rosa, è stata “tutta un’immaginifica visione di un futuro ultra inclusivo”: “… venti minuti ultra avveniristici. Tecnologia e ammicco inclusivo. Altro che società antica e anti femminile. Nei tre video promozionali che scandivano la presentazione c’erano bambini di tutti i colori, donne senza velo, occidentali integratissimi (Cristiano Ronaldo, il più grande brand umano in circolazione, diceva: “Riad è magnifica”) e città iper tecnologiche in cui persino i robot sono simpaticamente accolti da una comunità di umani bianchi, neri, gialli. Mbs non c’era, a parlare sono state invece due donne: Ghida Al Shibl, del comitato promotore e la principessa Haifa Al Mogrin, rappresentante permanente dell’Arabia Saudita all’Unesco. Propaganda sì, ma con odore di futuro. Quello che mancava alla candidatura di Roma, pensata nel 2021 dall’allora sindaca grillina Virginia Raggi alla ricerca di un riscatto dopo la rinuncia di inizio mandato alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024” (👉 https://www.ilfoglio.it/…/riad-stravince-l-expo-2030…/).
Del resto, non è un mistero per nessuno che la città eterna, faccia fatica a diventare odierna. Ci torna oggi Salvatore Merlo sempre su Il Foglio. “Saranno anche stati i soldi di Riad, come diranno in tanti oggi per giustificarsi, ma l’umiliazione subita da Roma votata soltanto da diciassette paesi per l’assegnazione del Expo 2030 certifica la crisi della capitale più lurida e disfunzionale dell’occidente, nonché la nullità assoluta di chi la amministra. Nemmeno gli europei ci hanno votati. Nemmeno i nostri amici albanesi. E come dargli torto? Persino sul sito internet Expo2030roma.org le ragioni per la quali votare Roma erano riassunte così dagli uomini che avrebbero dovuto rappresentare di fronte al mondo la capitale d’Italia, la città dei Papi e dei Cesari: 1) l’Expo dovrebbe andare a Roma perché a Roma si tiene il giubileo del 2025 2) Expo dovrebbe andare a Roma “per dare più valore al centro-sud” 3) l’Expo dovrebbe andare a Roma perché a Roma non si è mai tenuto l’Expo. Come direbbero a Roma: me cojoni. Nemmeno per l’organizzazione di una sagra della ricotta. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Ed era grottesco, perché posticcio, già quel video di presentazione della candidatura che mostrava degli anziani giocare a scacchi di fronte al Colosseo, su una piazza linda e illuminata dal sole, mentre da mesi fanno il giro del mondo i video virali che mostrano dei ratti ben pasciuti (altro che anziani che giocano a scacchi) mentre divorano spazzatura proprio su quella piazza a un passo dal Colosseo” (👉 https://www.ilfoglio.it/…/roma-non-poteva-vincere-ed…/).
👇 Qui sotto la pagina che spiega “Perché candidare Roma a Expo 2030”. Leggere per credere (https://www.expo2030roma.org/expo-a-roma/).
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Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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