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I libri da non perdere? Ve li consiglia Barack Obama

di Alessandro Maran

 

In un anno in cui l’emergenza sanitaria ha stravolto abitudini e tradizioni, l’ex presidente americano Barack Obama ha rispettato quella che, per lui, è diventata ormai una consuetudine annuale: condividere i suoi libri preferiti. Anche quest’anno, infatti, come fa dal 2015, quando era ancora in carica, Obama ha pubblicato l’elenco dei suoi libri prediletti.

Si sa che, in questi mesi, Barack Obama è impegnato in un tour promozionale virtuale per presentare il suo memoir presidenziale, «Una terra promessa», eppure, tra un’apparizione su BookTube e la cerimonia del Booker Prize, l’ex commander in chief ha trovato il tempo per segnalare alcuni dei libri del 2020 che più ha amato.

L’ex presidente degli Stati Uniti è noto per essere un lettore vorace e, com’era logico aspettarsi dal presidente americano più bookish da John Adams a questa parte, l’elenco che ha annunciato su Twitter e su Instagram, contiene un mix eclettico di alcuni dei romanzi più acclamati dell’anno e titoli di saggistica che vanno dalla razza e dalla segregazione alla crisi climatica.

Leggere (e scrivere) per Obama è fondamentale, come ha raccontato al New York Times nel 2017 (nel suo post sui social media, ha scherzato sul fatto che stava «deliberatamente omettendo quello che considero un buon libro – A Promised Land – di un certo 44° presidente»). L’ex presidente americano ha detto, infatti, al Times di aver assimilato «il potere delle parole come un modo per capire chi sei e cosa pensi, che cosa credi, e cosa è importante, e per riordinare e interpretare il turbinio di eventi che accadono intorno a te ogni minuto».

Naturalmente, può essere confortante sapere che anche il 44º presidente degli Stati Uniti guarda la televisione. Dopo la lista dei libri preferiti, Obama ha pubblicato, infatti, anche una lista dei suoi programmi televisivi e dei suoi film preferiti. Nel corso del tour promozionale, Obama ha detto a Entertainment Weekly che «Better Call Saul» era tra i programmi che guardava volentieri quando aveva bisogno di una pausa dalla scrittura, «per i suoi magnifici personaggi e per l’analisi del lato oscuro del sogno americano».

Ha anche citato la serie televisiva sull’aldilà della NBC, «The Good Place», per «l’accostamento sapiente e piacevole tra comicità divertente e grandi domande filosofiche». «Come tutti, quest’anno siamo rimasti chiusi in casa parecchio – ha twittato -, e dato che lo streaming ha confuso ulteriormente i confini tra cinema e televisione, ho ampliato la lista per includere la narrazione visiva che quest’anno mi è piaciuta, indipendentemente dal format».

Ma torniamo ai libri.

 

 

Scritti per lo più da donne e autori di colore, i 17 libri che compongono la lista di Obama coprono una vasta gamma di generi e argomenti. Ci sono «Homeland Elegies», l’ultimo romanzo (sull’identità e l’appartenenza in una nazione divisa) dello scrittore di origine pakistana vincitore del Premio Pulitzer Ayad Akhtar, e «Memorial Drive», un memoir della vincitrice nel 2012 e di nuovo nel 2013 del premio United States Poet Laureate, Natasha Trethewey. C’è anche «Luster» e «How Much of These Hills Is Gold» delle scrittrici emergenti Raven Leilani e C Pam Zhang.

Non sorprendentemente, l’elenco di Obama contiene stili, generi, voci e punti di vista estremamente diversi, esibisce un costante interessa per la vicenda politica (ci sono alcuni titoli attesi, come ad esempio «Twilight of Democracy» di Anne Applebaum che ho recensito qualche tempo fa: https://www.ilriformista.it/blog/il-nuovo-tradimento-dei-chierici/) e mette insieme libri che hanno fatto scalpore (quattro delle sue scelte, «Homeland Elegies», «Memorial Drive», «Hidden Valley Road» e «Caste», sono apparse anche in molte Top 10) con titoli più tranquilli.

La maggior parte dei libri selezionati sono di autori americani (nell’elenco c’è anche Emily St John Manel, una scrittrice canadese, con il suo romanzo «The Glass Hotel»). Ma gettare un’occhiata al panorama letterario americano e al dibattito in corso negli Stati Uniti, male non fa. Inoltre, sebbene leggere gli stessi libri e guardare gli stessi programmi televisivi e gli stessi film di Barack Obama probabilmente non garantirà a nessuno il successo dell’ex presidente americano, a sua volta, non può far male. Senza contare che se l’ex presidente può leggere 17 libri in un anno, può farlo chiunque, no?

Alessandro Maran
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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