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Il Pakistan al voto

di Alessandro Maran
🇵🇰 Nel 2024 metà della popolazione mondiale andrà a votare. Il Pakistan voterà la prossima settimana, ma alle urne ci sarà una clamorosa assenza: il popolare ex primo ministro Imran Khan, che è stato condannato a dieci anni di prigione per aver divulgato segreti di stato (👉 https://edition.cnn.com/…/pakistan-imran…/index.html). Khan e sua moglie, Bushra Bibi, sono stati successivamente condannati per matrimonio “fraudolento”. L’ex marito di Bibi, spiegano Sophia Saifi e Azar Syed della CNN, “aveva intentato una causa contro Khan e Bibi quasi sei anni dopo il divorzio e li aveva accusati di essersi sposati senza completare l’Iddat – un periodo di attesa obbligatorio nell’Islam dopo il divorzio – e di aver commesso adulterio”. La condanna è stata emessa da un tribunale distrettuale nel carcere di Adiala, nella città di Rawalpindi, dove Imran Khan, è detenuto da agosto con varie accuse. Il procedimento si è svolto in carcere per motivi di sicurezza. Il partito di Khan, Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna la sentenza definendola “una presa in giro della legge” (👉 https://edition.cnn.com/2024/02/03/asia/imran-khan-convicted-fraudulent-marriage-pakistan-intl/index.html).
In molti sostengono che dietro alle condanne di Khan ci sia l’esercito pakistano, che ha un peso enorme sulla politica del paese e con il quale Khan si è scontrato.
In un editoriale su Nikkei Asia, Ayesha Siddiqa, senior fellow del department of war studies del King’s College di Londra, scrive: “Mentre i pakistani si preparano ad andare alle urne (…) l’atmosfera piuttosto sottotono riflette la sensazione che i risultati questa volta siano stati predeterminati, poiché il potente esercito pakistano ha manovrato per bloccare l’ex primo ministro Imran Khan e il suo partito Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI). Le manipolazioni elettorali non sono una novità in Pakistan. Escludendo le elezioni del 1970, che potrebbero essere considerate le più corrette mai tenute nel paese, l’esercito si è sempre intromesso nel processo elettorale per garantire che il risultato portasse al potere il partito da esso favorito. Poi trovava il modo per rimuovere quel partito quando la situazione diventava spiacevole” (👉 https://asia.nikkei.com/…/Excitement-about-Pakistan-s…).
Anche per The Economist il messaggio è chiaro: non disturbatevi a votare per il partito di Khan. “Lo scopo del verdetto – scrive il settimanale inglese – è quello di rimuovere quel poco di spazio politico che Khan e il PTI avevano (…) Dopo aver ricevuto una condanna a tre anni in un distinto caso di corruzione in agosto, Khan è già stato escluso dalla corsa elettorale. I candidati del PTI sono stati arrestati e le manifestazioni del partito sono state interrotte (…) Con l’ira dei generali diretta a Khan e al suo partito, (l’ex primo ministro Nawaz) Sharif sta marciando tranquillamente verso quello che sarebbe un quarto mandato” (👉 https://www.economist.com/…/imran-khan-is-convicted…).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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