Biden al Congresso/ L'America è di nuovo in movimento: più opportunità per competere con il resto del mondo | Fondazione PER
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Biden al Congresso/ L’America è di nuovo in movimento: più opportunità per competere con il resto del mondo

Il presidente americano Joe Biden ha tenuto il suo primo discorso al Congresso riunito in seduta comune dove ha presentato le linee guida della sua Amministrazione. Di seguito vi proponiamo la traduzione integrale tratta dalla pagina di “Elezioni Usa 2024”.

 

“Grazie. Grazie, grazie, grazie. È bello essere tornati qui! Come capiranno Mitch e Chuck, è bello essere quasi a casa, in questa aula. Comunque grazie a tutti. Signora presidente della Camera. Signora Vicepresidente. Nessun presidente ha mai detto queste parole da questo podio. Nessun presidente ha mai detto queste parole. Ma ora è giunto finalmente il momento.

Nel corso della nostra storia, i presidenti sono venuti in questa Camera per parlare al Congresso, alla nazione e al mondo. Per dichiarare guerra, celebrare la pace, annunciare nuovi piani e possibilità. Stasera vengo da voi per parlare di crisi e opportunità, di come ricostruire una nazione, rivitalizzare la nostra democrazia e creare un futuro vincente per l’America. Sono qui stasera, il giorno prima del raggiungimento del centesimo giorno della mia Amministrazione — 100 giorni da quando ho prestato giuramento, ho messo la mano sulla Bibbia di famiglia ed ho ereditato la presidenza della nostra nazione in crisi.
La peggiore pandemia da un secolo a questa parte. La peggiore crisi economica dalla Grande Depressione. Il peggior attacco alla nostra democrazia dalla guerra civile. Ora, dopo soli 100 giorni, posso dire alla nazione: l’America è di nuovo in movimento.

Dobbiamo trasformare il pericolo in possibilità, la crisi in opportunità, le battute d’arresto in forza. Sappiamo tutti che la vita può abbatterci, ma in America non restiamo mai, mai, mai giù per sempre. Gli americani si rialzano sempre. Oggi è quello che stiamo facendo. L’America sta risorgendo, scegliendo la speranza al posto della paura, la verità al posto delle bugie e la luce al posto dell’oscurità. Dopo 100 giorni di aiuti e rinnovamento, l’America è pronta per il decollo, a mio avviso. Stiamo lavorando di nuovo, sognando di nuovo, scoprendo di nuovo e guidando di nuovo il mondo. Abbiamo dimostrato a noi stessi, e al mondo, che non si può rinunciare all’America. 100 giorni fa, la nostra casa americana era in fiamme. Abbiamo dovuto agire velocemente.

Grazie alla straordinaria leadership della Speaker Pelosi, del leader della maggioranza [democratica al Senato, ndt] Schumer e del sostegno schiacciante del popolo americano – Democratici, Indipendenti e Repubblicani – abbiamo agito velocemente. Insieme abbiamo approvato l’American Rescue Plan, uno dei pacchetti di sostegno economico più imponenti della storia americana. Stiamo già vedendo i suoi risultati. Dopo aver promesso inizialmente che avremmo iniettato almeno 100 milioni di vaccini COVID-19 in 100 giorni, ne abbiamo alla fine iniettati oltre 220 milioni in quegli stessi 100 giorni.

Grazie a tutti voi per il supporto. Stiamo usando – con il vostro aiuto, l’aiuto di tutti – stiamo usando ogni risorsa federale. Abbiamo inviato vaccini in quasi 40.000 farmacie e oltre 700 centri sanitari comunitari, dove è possibile raggiungere i più poveri tra i poveri. Stiamo creando siti di vaccinazione all’interno delle comunità, sviluppando unità mobili per arrivare nelle comunità più difficili da raggiungere. Oggi, il 90% degli americani vive già entro 8 km dal più vicino sito di vaccinazione. Tutti coloro che hanno età superiore ai 16 anni, tutti, sono ora in grado di farsi vaccinare subito, subito. Vai a vaccinarti, America. Vai a vaccinarti. I vaccini sono disponibili. Siete tutti idonei.

Quando ho prestato giuramento il 20 gennaio, meno dell’1% degli anziani in America era stato completamente vaccinato contro la COVID-19. 100 giorni dopo, il 70% degli anziani in America sopra i 65 anni è già protetto, completamente protetto dal vaccino. I decessi tra gli anziani per COVID-19 sono diminuiti dell’80% da gennaio ad oggi, dell’80% grazie a tutti voi. E più della metà di tutti gli adulti in America ha ricevuto ora almeno una dose di vaccino. In un centro di vaccinazione di massa a Glendale, in Arizona, ho chiesto ad una infermiera: “Come va?”. Mi ha guardato e ha detto: “È come se ogni iniezione desse una dose di speranza. Una dose di speranza”, queste sono state le sue parole.

Una dose di speranza come nel caso di una insegnante in Florida che ha un bambino affetto da una malattia autoimmune, che mi ha scritto dicendo che era preoccupata di portare a casa il virus. Ha detto che poi è stata vaccinata nella sua auto in un grande sito di vaccinazione. Ha detto che era seduta in macchina quando si è vaccinata ed ha pianto. Ha pianto di gioia e di sollievo. Genitori che vedono ora i sorrisi sui volti dei loro figli che hanno potuto tornare a scuola perché gli insegnanti, gli autisti degli scuolabus e gli addetti alla mensa sono stati tutti vaccinati. Nonni, che abbracciano i loro figli e nipoti invece di salutarli da una finestra. Significa tutto. Quelle cose significano tutto.

Sapete, c’è ancora da fare – lo sapete tutti. C’è ancora molto lavoro da fare per sconfiggere questo virus. Non possiamo abbassare la guardia. Ma stasera, posso dire, grazie a voi, il popolo americano, che il nostro progresso in questi ultimi 100 giorni contro una delle peggiori pandemie della storia è stato indubbiamente uno dei più grandi successi logistici che questo Paese abbia mai visto. Cos’altro abbiamo fatto in quei primi 100 giorni? Abbiamo mantenuto il nostro impegno – Democratici e Repubblicani – di inviare $1.400 in assegni di stimolo economico all’85% delle famiglie americane. Abbiamo già inviato oltre 160 milioni di assegni di questo tipo. Tutto questo sta facendo la differenza. Conoscete tutti la differenza che fa tutto questo quando tornate a casa.

Per molte persone sta facendo un’enorme differenza. Una mamma single in Texas che mi ha scritto, ha detto che non poteva lavorare, ma ha aggiunto che l’assegno di stimolo le ha permesso di mettere del cibo in tavola e ha salvato lei e suo figlio dallo sfratto. Una nonna in Virginia che mi ha detto di aver portato subito la nipote dall’oculista grazie al nuovo assegno di stimolo, cosa che ha detto di aver rimandato per mesi perché non aveva i soldi per fare. Una delle immagini che definiscono questa crisi, almeno dal mio punto di vista, sono state le auto in fila, le auto in fila per miglia con le persone al loro interno in attesa di ottenere del cibo. Non so voi, ma non avrei mai pensato che avrei potuto vedere queste immagini in America.

E tutto questo non è colpa loro. Non per colpa loro se si trovano in questa situazione. Ecco perché il piano di salvataggio sta fornendo cibo ed assistenza nutrizionale a milioni di americani che soffrono la fame, e la fame è già diminuita drasticamente. Abbiamo anche dato assistenza per l’affitto. Lo sapete tutti, ma voglio assicurarmi che capisca il popolo americano. Stiamo impedendo alle persone di essere sfrattate dalle loro case, fornendo prestiti a piccole imprese che intendono riaprire e mantenere i dipendenti al proprio posto di lavoro.

Durante questi 100 giorni, altri 800 mila americani si sono iscritti all’Affordable Care Act dopo che ho stabilito un nuovo periodo di iscrizione speciale per farlo. 800 mila solo in questo periodo. Stiamo facendo uno dei più grandi investimenti una tantum di sempre, mai, nel miglioramento dell’assistenza sanitaria per i veterani, investimenti critici per affrontare la crisi degli oppioidi e, forse, cosa più importante di tutte, grazie all’American Rescue Plan siamo ora sulla buona strada per far uscire metà dei bambini dalla povertà entro quest’anno. E nel corso di questo processo, mentre tutto questo accadeva, l’economia ha creato più di un milione e trecentomila nuovi posti di lavoro in 100 giorni.

Più posti di lavoro creati nei primi 100 giorni di qualsiasi altro presidente. Il Fondo Monetario Internazionale ora stima che la nostra economia crescerà a un tasso di oltre il 6% nel 2021. Questo sarà il ritmo di crescita economica più veloce in assoluto in quasi quattro decenni. L’America si sta muovendo, sta andando avanti. Ma non possiamo fermarci adesso. Siamo in competizione con la Cina e altri paesi per vincere anche nel 21° secolo. Siamo a un grande punto di svolta nella storia. Dobbiamo fare di più che ricostruire. Dobbiamo ricostruire meglio. Dobbiamo competere più strenuamente di quanto abbiamo mai fatto sinora. Nel corso della nostra storia, se ci pensate, gli investimenti pubblici nelle infrastrutture hanno letteralmente trasformato l’America. I nostri atteggiamenti e le nostre opportunità. La Transcontinental Railroad, o le autostrade interstatali, hanno unito due oceani e portato negli Stati Uniti d’America un’era di progresso totalmente nuova. Le scuole pubbliche universali e gli aiuti universitari hanno spalancato le porte delle opportunità. Le scoperte scientifiche ci hanno portato sulla luna. Ora siamo su Marte, stiamo scoprendo nuovi vaccini, abbiamo Internet e molto altro ancora. Questi sono investimenti che abbiamo fatto insieme come un unico Paese ed investimenti che solo il governo era in grado di fare.

Ancora una volta, ci spingono verso il futuro. Ecco perché ho proposto l’American Jobs Plan, un piano di investimenti unico per generazione nella stessa America. È il più grande piano per l’occupazione dalla fine della seconda guerra mondiale. Crea posti di lavoro aggiornando la nostra infrastruttura di trasporti. Nuovi posti di lavoro per ammodernare le nostre strade, ponti, autostrade. Lavori per la costruzione di nuovi porti e aeroporti, ferrovie e linee di transito. Ed acqua pulita. Oggi fino a 10 milioni di case in America e più di 400.000 scuole e centri per l’infanzia hanno tubi inquinati di piombo che portano l’acqua potabile. Un pericolo evidente e chiaro per la salute dei nostri bambini.

L’American Jobs Plan crea posti di lavoro sostituendo il 100% dei tubi inquinati di piombo e degli acquedotti della nazione, in modo che così ogni americano potrà bere acqua pulita. E questo processo permetterà di creare migliaia e migliaia di posti di lavoro ben pagati. Creare posti di lavoro collegando ogni americano alle linee Internet ad alta velocità, compreso il 35% dell’America rurale che ancora ha questa possibilità. Questo aiuterà i nostri ragazzi e le nostre imprese ad avere successo nell’economia del 21° secolo. E sto chiedendo alla Vicepresidente di guidare questo sforzo. Creare posti di lavoro costruendo una moderna rete elettrica. Le nostre reti energetiche sono vulnerabili a tempeste, hackeraggi, guasti catastrofici con risultati tragici, come abbiamo visto in Texas ed altrove, durante le recenti tempeste invernali. L’American Jobs Plan creerà posti di lavoro costruendo migliaia di miglia di linee di trasmissione necessarie per costruire una rete forte e completamente sostenibile dal punto di vista ambientale. Possiamo farlo.

Ascoltate, l’American Jobs Plan permetterà a milioni di persone a tornare al proprio posto di lavoro ed alla propria carriera. 2 milioni di donne hanno abbandonato la forza lavoro nel corso di questa pandemia. 2 milioni. E troppo spesso perché non potevano permettersi le cure di cui avevano bisogno per prendersi cura dei loro bambini o prendersi cura di un genitore anziano che aveva bisogno di aiuto. In questo momento 800.000 famiglie sono sulla lista d’attesa di Medicare per ricevere assistenza sanitaria domiciliare per un genitore anziano o per una persona amata con disabilità. Se pensate che non sia importante, controllate nel vostro distretto, elettori democratici o repubblicani, democratici o repubblicani: la loro grande preoccupazione, oltre ai propri figli, è quella di prendersi cura di una persona cara anziana che non può essere lasciata sola.

Medicaid lo prevede già, ma questo piano permetterà di aiutare proprio quelle famiglie e nel contempo creare nuovi posti di lavoro per i nostri cari con salari e benefit migliori. Per troppo tempo non abbiamo usato la parola più importante quando si tratta di affrontare la crisi climatica: lavoro. Lavoro. Lavoro. Per me, quando penso al cambiamento climatico, penso ai posti di lavoro che si potranno creare per combatterlo. L’American Jobs Plan metterà ingegneri ed operai edili al lavoro per costruire edifici e case più efficienti dal punto di vista energetico. Lavoratori del settore elettrico, membri della IBEW, installeranno 500.000 stazioni di ricarica elettrica lungo le nostre autostrade, così potremo stimolare il mercato delle auto elettriche.

Gli agricoltori pianteranno colture di copertura in modo da poter ridurre l’anidride carbonica nell’aria ed essere pagati per farlo. Guardate – pensateci; semplicemente non esiste alcun motivo per cui le pale per le turbine eoliche non possano essere costruite a Pittsburgh invece che a Pechino. Nessuna ragione.

Nessuna. Nessuna ragione al mondo. Quindi non c’è motivo per cui i lavoratori americani non possano guidare il mondo nella produzione di veicoli e batterie elettriche. Intendo dire, non c’è alcun motivo. Abbiamo questa capacità. Abbiamo le persone più brillanti e meglio preparate del mondo. L’American Jobs Plan creerà milioni di posti di lavoro ben retribuiti, lavori con cui gli americani potranno mettere su una famiglia. Come avrebbe detto mio padre, daranno un po’ di respiro. E tutti gli investimenti nell’American Job Plan saranno guidati da un unico principio chiave: Buy American. Acquistate prodotti americani.
E potrei notare tra parentesi che questa regola non viola alcun accordo commerciale. È la legge dagli anni ’30: compra americano. I dollari delle tasse americane devono essere utilizzati per acquistare prodotti americani, fabbricati in America, per creare posti di lavoro americani. È così che dovrebbe essere ed è così che sarà con questa Amministrazione.

E ho detto chiaramente a tutti i membri del mio governo: la vostra capacità di concedere esenzioni è stata fortemente limitata. Si acquisteranno prodotti americani. Ora, so che alcuni di voi a casa si chiedono se questi nuovi posti di lavori fanno per voi. Così tanti di voi, così tante delle persone con cui sono cresciute si sentono abbandonate, dimenticate, in un sistema economico che sta cambiando così rapidamente. È spaventoso. Voglio parlare direttamente con voi, perché se ci pensate questo è ciò per cui le persone sono più preoccupate: sarò in grado di adattarmi?

Esperti indipendenti stimano che l’American Jobs Plan creerà milioni di posti di lavoro e aggiungerà migliaia di miliardi di dollari alla crescita economica negli anni a venire. È un programma che dura otto anni. Parliamo di nuovi posti di lavoro ben retribuiti che non possono essere esternalizzati. Quasi il 90% dei posti di lavoro nel settore delle infrastrutture creati dall’American Job Plan non richiede una laurea. Il 75% non richiede neppure una laurea breve. L’American Jobs Plan è un progetto da colletti blu per costruire l’America. Ecco cos’è. E riconosce qualcosa che ho sempre detto, in questa Camera e nell’altra. A Wall Street ci sono bravi ragazzi e donne, ma Wall Street non ha costruito questo Paese. La classe media ha costruito il paese ed i sindacati hanno costruito la classe media.

Ecco perché chiedo al Congresso di approvare il Protect the Right to Organize Act, il PRO Act, e inviarlo alla mia scrivania in modo da poter sostenere il diritto dei lavoratori di unirsi nei sindacati.
E a proposito, ricordatevi di mandare alla firma sulla mia scrivania anche l’aumento del salario minimo a $15 dollari l’ora. Nessuno, nessuno che lavori 40 ore a settimana dovrebbe vivere al di sotto della soglia di povertà. Dobbiamo garantire maggiore equità e opportunità per le donne e per poterlo fare dovete inviare anche il Paycheck Fairness Act alla firma sulla mia scrivania. Parità di retribuzione. È passato davvero troppo tempo.

Infine, l’American Jobs Plan rappresenterà il più grande aumento di fondi mai registrato in investimenti di ricerca e nello sviluppo non nel settore della difesa e questo ci permetterà di vedere più cambiamenti tecnologici, ed alcuni di voi ne sanno più di me, di vedere più cambiamenti tecnologici nei prossimi 10 anni di quanti ne abbiamo visti negli ultimi 50. E stiamo rimanendo indietro rispetto alla concorrenza con il resto del mondo. Decenni fa, investivamo il 2% del nostro prodotto interno in crescita in America, il 2% del nostro prodotto interno lordo, in ricerca e sviluppo. Oggi, signor Segretario, siamo a meno dell’1%. La Cina ed altri paesi si stanno avvicinando rapidamente a noi.

Dobbiamo sviluppare e dominare i prodotti e le tecnologie del futuro: batterie avanzate, biotecnologia, chip per computer, energia pulita. Il Segretario della Difesa può dirvi, e quelli di voi che lavorano in questioni di sicurezza della NASA lo sanno bene, il Dipartimento della Difesa ha un’agenzia chiamata DARPA, la Defense Advanced Research Project Agency. Serve a sviluppare scoperte che migliorano la nostra sicurezza nazionale — questo è il loro unico lavoro, ed è un’agenzia semi-autonoma. Si trova sotto il Dipartimento della Difesa. Ha permesso tante scoperte, da Internet al GPS e molto altro ancora, che hanno migliorato la nostra sicurezza.

Il National Institutes of Health, il NIH, credo, dovrebbe creare un’agenzia simile di progetti di ricerca avanzata per la salute. Ecco cosa farebbe: avrebbe un unico scopo, sviluppare scoperte per prevenire, rilevare e curare malattie come l’Alzheimer, il diabete e il cancro. Non dimenticherò mai quando abbiamo approvato una proposta per aumentare i fondi per la ricerca contro il cancro nell’ultimo anno in cui ero Vicepresidente. Quasi 9 miliardi di dollari di fondi sono andati al NIH. E se mi scusate per questa citazione personale, io non potrò mai dimenticare che tu Mitch hai dato il nome del mio figlio morto per cancro a questa legge. Per me è significato molto.

Tanti di noi hanno figli, figlie e parenti deceduti che sono morti di cancro. Non riesco a pensare a nessun investimento più degno. Non conosco niente di più bipartisan. Quindi diamoci da fare per porre fine al cancro come lo conosciamo. È nelle nostre possibilità. E’ nelle nostre possibilità farlo. Gli investimenti in posti di lavoro ed infrastrutture come quelli di cui parliamo hanno spesso avuto in passato il sostegno bipartisan. La Vicepresidente Harris e io ci siamo incontrati regolarmente nello Studio Ovale con esponenti Democratici e Repubblicani per discutere il piano per l’occupazione e sono felice del fatto che un gruppo di senatori repubblicani abbiano appena presentato la loro proposta. Quindi mettiamoci al lavoro. Volevo esporre prima del Congresso il mio piano prima di entrare nel profondo delle discussioni. Mi piacerebbe incontrare coloro che hanno idee diverse, coloro che pensano che le proprie idee siano migliori. Accolgo con favore quelle idee. Ma il resto del mondo non ci attende. Voglio solo essere chiaro. Dal mio punto di vista, non fare nulla non è un’opzione accettabile.

Ascoltate, non possiamo essere così impegnati a competere l’uno con l’altro da dimenticare la competizione che abbiamo con il resto del mondo per vincere nel 21° secolo. Come può dire il segretario Blinken, ho trascorso molto tempo con il presidente Xi. Ha percorso oltre 17.000 miglia con lui. Ho passato, mi dicono, più di 24 ore in discussioni private con lui. Quando mi ha chiamato per congratularsi per la mia vittoria elettorale, abbiamo avuto una discussione durata più di due ore. È incredibilmente serio nel voler trasformare la Cina nella nazione più importante ed influente del mondo. Lui ed altri autocrati pensano che la democrazia non possa competere nel 21° secolo con le autocrazie, perché ci vuole troppo tempo per ottenere il consenso per le decisioni più importanti. Per vincere questa competizione per il futuro, a mio avviso, dobbiamo anche fare un investimento che si fa una volta a generazione sulle nostre famiglie e sui nostri figli. Ecco perché stasera ho presentato l’American Families Plan, che prova a dare risposte a quattro delle maggiori sfide che devono affrontare le famiglie americane ed, a sua volta, l’America.

Il primo è l’accesso a una buona istruzione. Quando questa nazione ha reso accessibile a tutti 12 anni di istruzione pubblica nel secolo scorso, siamo diventati la nazione più istruita e meglio preparata del mondo. È, credo, questa è stata la ragione principale che ci ha spinto a dove siamo arrivati nel 20° secolo.

Ma il resto del mondo ci ha raggiunto o sta recuperando il tempo perso. Non stanno aspettando. Direi tra parentesi, che se decidessimo di sederci ad un tavolo bipartisan e dicessimo: “Ok, ora decidiamo cosa fare in termini di istruzione gratuita fornita dal governo”, mi chiedo se a quel punto penseremmo davvero, come abbiamo fatto nel 20° secolo, che 12 anni di istruzione gratuita siano sufficienti anche nel 21° secolo. Personalmente, ne dubito.

Dodici anni non sono più sufficienti oggi, per competere con il resto del mondo nel 21° secolo. Ecco perché il mio American Families Plan garantisce quattro anni aggiuntivi di istruzione pubblica gratuita per ogni persona in America, da iniziare appena possibile. Le grandi università di questo paese hanno condotto studi negli ultimi 10 anni che dimostrano che l’aggiunta di due anni di scuola materna universale e di alta qualità per ogni bambino di tre e quattro anni, indipendentemente dal background da cui proviene, è in grado di farlo competere per 12 anni ed aumenta in modo esponenziale le loro prospettive di laurearsi e di ottenere titoli di studio oltre la laurea. Le ricerche mostrano che quando un bambino va a scuola, non all’asilo, è molto più probabile che si laurei al liceo e vada al college, o qualcosa del genere dopo il liceo.
Quindi aggiungendo a questo anche due anni di community college gratuito, si inizia a cambiare seriamente la dinamica. Possiamo farlo.

Ed intendiamo aumentare le sovvenzioni ed investire in college e università frequentate da studenti di colore, nei college nelle comunità tribali nativo americane, nelle istituzioni al servizio delle minoranze. Il problema è che non hanno i fondi, ma i loro studenti sono altrettanto in grado di apprendere la sicurezza informatica, altrettanto capaci di apprendere la metallurgia, tutte le cose che sono necessarie e permettono di accedere ai posti di lavoro del futuro. Jill è una professoressa di un college comunitario che continua ad insegnare anche oggi che è la First Lady degli Stati Uniti. L’ho sentito dire una volta, l’ho sentito dire mille volte: “Joe, qualsiasi Paese che ci supera sull’istruzione alla lunga ci supererà anche nel resto”. Jill sarà profondamente coinvolta nella guida di questo sforzo. Grazie, Jill.

In quanto seconda cosa di cui abbiamo estremamente bisogno, l’American Families Plan fornirà l’accesso a cure mediche di qualità per i propri bambini a prezzi accessibili. Quello che propongo nella nuova legislazione è di garantire che le famiglie a basso e medio reddito non paghino più del 7% del proprio reddito per cure mediche di alta qualità per i bambini fino ai cinque anni. Le famiglie che lavorano e sono più in difficoltà non dovranno spendere un centesimo in più per questo.

In terzo luogo, l’American Families Plan permetterà finalmente di assegnare fino a 12 settimane di permessi retribuiti ai lavoratori americani per motivi di salute, familiari e medici. Siamo uno dei pochi paesi industriali al mondo in questa situazione: nessuno dovrebbe scegliere tra un lavoro e uno stipendio o prendersi cura di se stessi e dei propri cari, dei genitori, del coniuge o dei figli.

Ed infine, in quarto luogo, l’American Families Plan fornisce denaro direttamente nelle tasche di milioni di americani. A marzo, abbiamo ampliato il credito d’imposta per le famiglie, fino a $3.000 per ogni bambino con meno di 6 anni di età — scusatemi, intendevo dire più di 6 anni di età. E $3.600 per ogni bambino sotto i 6 anni di età. Ora una famiglia con due genitori e due figli minori di 6 anni ha diritto a $7.200 di crediti fiscali per aiutarli a prendersi cura dei propri cari. Questo aiuterà più di 65 milioni di bambini ad ottenere delle cure e dimezzerà la povertà tra i bambini. È qualcosa che possiamo permetterci.

Così l’abbiamo inserita per l’anno in corso nell’ultimo atto legislativo che abbiamo approvato. Ma ora bisogna estendere questo credito d’imposta almeno fino alla fine del 2025. L’American Rescue Plan ha permesso di ridurre i premi sanitari per 9 milioni di americani che acquistano la polizza sanitaria nel mercato protetto previsto dall’Affordable Care Act. So che è una misura molto popolare da questo lato dell’aula. Ma facciamo in modo di rendere permanente tale disposizione in modo tale che i premi non debbano aumentare di nuovo in futuro.

Oltre all’American Families Plan, intendo lavorare con il Congresso per affrontare già quest’anno altre priorità fondamentali per le famiglie americane. L’Affordable Care Act è stata un’ancora di salvezza per milioni di americani – permettendo di proteggere le persone con condizioni mediche preesistenti, proteggendo la salute delle donne – e la pandemia ha dimostrato ancora di più quanto sia necessario. Lavoriamo ora per ridurre le franchigie previste dall’Affordable Care Act per le famiglie della classe lavoratrice ed abbassiamo i costi dei farmaci da prescrizione. Sappiamo come farlo.

Anche l’ultimo presidente prima di me aveva questo obiettivo. Sappiamo tutti quanto siano oltraggiosamente cari i farmaci in America. A dire il vero, i farmaci da prescrizione sono più costosi qui che in tutto il resto del mondo, proprio qui in America. Paghiamo 3 volte, quasi 3 volte, rispetto quello che pagano i cittadini degli altri Paesi per lo stesso farmaco. Dobbiamo cambiare tutto questo e possiamo farlo.
È ora di fare tutto quello di cui abbiamo parlato negli anni in cui sono stato qui al Congresso. Diamo a Medicare il potere di far risparmiare centinaia di miliardi di dollari alle famiglie americane, negoziando prezzi più bassi con le case farmaceutiche.

A proposito, questo non aiuterà solo le persone che sono coperte da Medicare. Ridurrà i costi dei farmaci da prescrizione per tutti. E i soldi che risparmieremo, miliardi di dollari, potranno andare a rafforzare l’Affordable Care Act ed estendere i benefici della copertura Medicare, senza pesare un centesimo aggiuntivo sulle tasche dei contribuenti. È qualcosa che è in nostro potere fare. Facciamolo adesso. Ne abbiamo parlato abbastanza a lungo, Democratici e Repubblicani, facciamolo quest’anno. Si tratta di una semplice premessa: l’assistenza sanitaria dovrebbe essere un diritto, non un privilegio in America.

E come vogliamo pagare per tutte queste proposte? Ho detto chiaramente che possiamo farlo senza aumentare il deficit. Cominciamo da quello che non farò: non intendo imporre alcun aumento delle tasse a chi guadagna meno di 400.000 dollari. Ma è tempo che le aziende americane e l’1% più ricco degli americani inizino a pagare la loro giusta quota. Solo la loro giusta quota.

A volte litigo con i miei amici del Partito Democratico. Penso che sia giusto che chiunque sia in grado di diventare un miliardario e un milionario, ma che tutti debbano pagare la propria giusta quota di tasse. Un recente studio ha mostrato che lo scorso anno 55 delle più grandi società della nazione hanno pagato zero tasse federali. Quelle 55 società hanno realizzato un profitto di oltre 40 miliardi di dollari. Molte aziende evadono le tasse anche attraverso scatole cinesi in Svizzera, Bermuda e nelle Isole Cayman. E beneficiano di scappatoie fiscali e detrazioni grazie al trasferimento dei profitti all’estero. Non è giusto. Vogliamo riformare il sistema fiscale sulle aziende per fare in modo che tutti paghino la loro giusta quota e contribuiscano a finanziare gli investimenti pubblici di cui anche loro beneficeranno. Intendiamo ricompensare il lavoro, non solo la ricchezza.

Facciamo tornare l’aliquota fiscale più alta per l’1% più ricco degli americani, quelli che guadagnano più di $400.000 o più, a quella in vigore quando George W. Bush era presidente, all’inizio della sua presidenza: 39,6%. Ecco quale era l’aliquota più alta quando George W. era appena diventato presidente.
Dobbiamo liberarci delle scappatoie che consentono agli americani di guadagnare più di 1 milione di dollari all’anno e di pagare un’aliquota fiscale inferiore sulle loro plusvalenze rispetto agli americani che ricevono uno stipendio medio. Con questa azione colpiremo solo 1/3 dell’1% di tutti gli americani, 1/3 dell’1%. E l’IRS sta per colpire milionari e miliardari che non pagano le loro tasse. L’evasione fiscale è stimata in miliardi di dollari dai think tank di sinistra, destra e centro.

Non intendiamo punire nessuno. Ma non intendo neppure aggiungere nuove tasse per la classe media in questo paese. Stanno già pagando abbastanza. Credo che quello che propongo sia giusto. Responsabilità fiscale. Aumentare le entrate per finanziare i piani che propongo e creare milioni di posti di lavoro permetterà di far crescere l’economia e migliorare la nostra posizione finanziaria. Quando senti qualcuno affermare che non vuole aumentare le tasse sull’1% più ricco o sulle aziende allora rispondigli: a chi vuoi aumentare le tasse? Invece, a chi intendi tagliarle? Guardate, il grande taglio delle tasse del 2017, ricordate che nei piani iniziali avrebbe dovuto finanziarsi da solo. È così che ci era stato venduto. E generare una vasta crescita economica. Invece, ha solo aggiunto $2 mila miliardi al deficit federale. È stato invece un enorme guadagno per le aziende americane e per coloro che sono al vertice.

Invece di utilizzare i risparmi fiscali per aumentare i salari dei lavoratori ed investire in ricerca e sviluppo, le aziende hanno versato miliardi di dollari nelle tasche dei CEO. In effetti, il divario salariale tra gli amministratori delegati e i loro dipendenti è ora il più grande nella storia americana. Secondo uno studio recente, i CEO guadagnano adesso in media 320 volte quello che ottiene un lavoratore nella loro azienda. Prima questo scarto era inferiore a 100. La pandemia ha solo peggiorato le cose. 20 milioni di americani hanno perso il lavoro a causa della pandemia. Americani della classe media e lavoratrice.

Allo stesso tempo, circa 650 miliardari in America hanno visto il loro patrimonio netto aumentare di oltre mille miliardi di dollari, nello stesso identico periodo. Lasciatemelo dire di nuovo: 650 persone hanno visto aumentare la loro ricchezza di oltre mille miliardi di dollari durante questa pandemia. E ora tutti assieme hanno patrimoni che superano i 4 mila miliardi di dollari.

Miei concittadini americani, la trickle-down economy non ha mai funzionato ed è ora arrivato il momento di far crescere l’economia dal basso. Sapete, c’è un ampio consenso tra gli economisti — di sinistra, di destra e di centro — e tutti sono d’accordo sul fatto che le mie proposte permetteranno di creare milioni di posti di lavoro e generare una crescita economica storica. Questi sono gli investimenti di maggior valore che possiamo fare come nazione. Ho spesso detto che la nostra più grande forza è il potere del nostro esempio, non solo l’esempio del nostro potere.

Nelle mie conversazioni con i leader mondiali, ed ho parlato con oltre 38, 40 di loro fino ad ora, gli ho fatto sapere che l’America è tornata. E sapete cosa dicono? Il commento che sento più spesso da parte di tutti loro è “vediamo che l’America è tornata”, ma per quanto tempo? Ma per quanto tempo? Miei concittadini americani, dobbiamo dimostrare non solo che siamo tornati nel mondo, che siamo tornati per restare e che non andremo avanti da soli. Lo faremo guidando il mondo assieme ai nostri alleati. Nessuna nazione può affrontare da sola tutte le crisi del nostro tempo – dal terrorismo alla proliferazione nucleare, alla migrazione di massa, alla sicurezza informatica, al cambiamento climatico, così come a quello che stiamo vivendo ora con la pandemia. Non c’è un muro abbastanza alto da tenere fuori qualsiasi virus.

E la nostra fornitura di vaccini, man mano che cresce per soddisfare i nostri bisogni – e li stiamo soddisfacendo – diventerà un arsenale di vaccini a disposizione di altri Paesi, proprio come l’America in passato era un arsenale per la democrazia per il mondo. E di conseguenza, ha influenzato il mondo.
Ma ogni americano avrà accesso ai vaccini prima di arrivare a questo – ogni americano, potrà essere completamente coperto contro la COVID-19 dai vaccini che abbiamo già a disposizione.

Guardate, la crisi climatica non è solo la nostra sfida, è una sfida globale. Gli Stati Uniti rappresentano, come tutti voi sapete, meno del 15% delle emissioni di anidride carbonica globale. Il resto del mondo rappresenta l’85%. Ecco perché ho mantenuto il mio impegno a rientrare nell’Accordo di Parigi, perché se facciamo tutto alla perfezione, non sarà solo importante. Ho mantenuto il mio impegno a convocare il vertice sul clima proprio qui in America, con tutti i leader delle principali economie del mondo: Cina, Russia, India, Unione Europea. Avevo promesso che l’avrei fatto nei miei primi 100 giorni.

Voglio essere molto schietto al riguardo. Il mio tentativo era di assicurarsi che il mondo potesse vedere che c’era un consenso globale nella lotta per il cambiamento climatico, che siamo a un punto di svolta nella storia. Il consenso è che se agiamo per salvare il pianeta ora possiamo creare milioni di posti di lavoro, nuova crescita economica ed opportunità ed aumentare il tenore di vita per quasi tutti nel mondo.
Se lo avete guardato attentamente, e so che molti di voi erano impegnati e non avranno avuto molto tempo di farlo, questo è ciò che dicono tutte le altre nazioni, anche quelle che non stanno facendo abbastanza.
Gli investimenti che propongo questa notte ci permetteranno di portare avanti priorità di politica estera che, dal mio punto di vista, daranno benefici alla nostra classe media. Questo significa assicurarsi che ogni nazione del mondo giochi con le stesse regole nell’economia globale, Cina inclusa. Nel corso delle mie discussioni con il presidente Xi, gli ho detto che noi siamo pronti alla competizione. Non vogliamo un conflitto. Ma gli ho detto in maniera assolutamente chiara che saremo pronti a difendere gli interessi americani fino alla fine.

L’America si ribellerà alle pratiche commerciali scorrette che indeboliscono i lavoratori e le imprese americane, come i sussidi statali verso imprese possedute dallo Stato, così come il trafugare la tecnologia e la proprietà intellettuale americana. Ho anche detto al presidente Xi che intendiamo mantenere una forte presenza militare nel settore Indo-Pacifico, allo stesso modo in cui lo facciamo in Europa con la NATO, non per iniziare un nuovo conflitto, ma per impedire che inizi. Gli ho detto quello che ho detto anche agli altri leader mondiali: che l’America non farà passi indietro rispetto ai nostri impegni. I nostri impegni a difendere i diritti umani e le libertà fondamentali, ed alle nostre alleanze. Gli ho detto chiaramente che nessun presidente americano potrà restare in silenzio vedendo i diritti umani basilari essere violati in maniera così evidente. Un presidente americano deve rappresentare i valori su cui si basa il nostro Paese. L’America è una ideale, l’ideale più unico della storia. Siamo creati tutti uguali. È quello che siamo. E non possiamo allontanarci da questo principio e dire che stiamo parlando dell’ideale americano.

Con riguardo alla Russia, io lo so che molti di voi sono preoccupati, ma sono stato molto chiaro con Putin che noi non intendiamo cercare, scusatemi, una escalation, ma allo stesso tempo che le loro azioni maligne avrebbero avuto delle conseguenze se fossero state riscontrate come vere, e così è stato. Per questo motivo ho risposto in maniera diretta e proporzionale all’interferenza russa nelle nostre elezioni, così come agli attacchi cibernetici contro enti federali e le nostre aziende. Loro hanno fatto entrambe le cose. Ed io avevo detto loro che avremmo risposto, e così è stato. Ma possiamo anche cooperare con loro quando ci sono interessi reciproci a farlo. Lo abbiamo fatto ad esempio estendendo il Trattato New START sul disarmo nucleare, ed intendiamo collaborare con loro sulla lotta al cambiamento climatico. Ma ora Putin lo sa: a qualsiasi attacco, risponderemo.

Su Iran e Corea del Nord, voglio ribadire che i loro programmi nucleari rappresentano serie minacce alla sicurezza nazionale americana e del resto del mondo. Intendiamo collaborare con i nostri alleati per rispondere alle minacce poste da entrambi i Paesi mediante la diplomazia e la deterrenza. E la leadership americana significa anche porre fine alla “guerra eterna” in Afghanistan. Abbiamo, abbiamo senza iperboli, la più grande forza combattente della storia del mondo. Io sono il primo presidente in 40 anni di storia che sa cosa significa avere un figlio sotto le armi in zona di guerra. Oggi abbiamo dei soldati che stanno servendo sotto le armi negli stessi teatri di guerra dove sono stati i loro genitori. Abbiamo soldati in Afghanistan che non erano neppure ancora nati l’11 settembre del 2001. La guerra in Afghanistan non avrebbe mai dovuto essere un impegno multigenerazionale per costruire una nazione. Siamo andati in Afghanistan per uccidere i terroristi, quelli che ci hanno attaccato l’11 settembre, ed avevamo promesso di seguire Osama bin Laden fino alle porte dell’inferno per farlo. Se siete stati nella Upper Kunar Valley ora sapete cosa sono le porte dell’inferno, ma alla fine abbiamo fatto giustizia anche di Bin Laden. Abbiamo ridotto la minaccia terroristica di al-Qaeda in Afghanistan. E dopo 20 anni di valore e sacrificio, è ora arrivato il momento di riportare a casa le nostre truppe.

Badate bene, questo non significa che non dovremmo aumentare le nostre capacità di sopprimere future minacce al nostro Paese. Non facciamoci illusioni. In 20 anni il terrorismo è diventato una metastasi. La minaccia si è evoluta ben oltre l’Afghanistan. Coloro che di voi siedono nelle Commissioni Intelligence, nelle Commissioni Affari Esteri, nelle Commissioni Difesa, sanno bene che occorre rimanere vigili di fronte alle minacce contro gli Stati Uniti da qualsiasi parte esse vengano. Al-Qaeda e l’ISIS si trovano in Yemen, Siria, Somalia, altri posti in Africa, Medio Oriente ed altrove. E non possiamo ignorare neppure cosa le nostre agenzie di intelligence hanno definito essere la più letale minaccia alla nostra madrepatria oggi: il suprematismo bianco è terrorismo. Non dobbiamo ignorare neppure questo.

Miei concittadini americani, guardate, è arrivato il momento di curare insieme l’anima della nostra nazione. È passato quasi un anni prima dal funerale di suo padre, da quando ho parlato con Giana Floyd, la figlia più giovane di George Floyd. Lei era un piccolo scricciolo quindi ho dovuto inginocchiarmi per parlare con lei affinché potesse guardarmi negli occhi. Lei mi ha guardato e mi ha detto: “Mio papà ha cambiato il mondo”. Beh, dopo la condanna dell’assassino di George Floyd, possiamo dire che lei aveva ragione se – se il Congresso avrà il coraggio di agire. Abbiamo tutti visto il ginocchio dell’ingiustizia premere sul collo degli afro-americani. Ora è il momento di fare qualche progresso concreto. La grande maggioranza degli uomini e delle donne che veste l’uniforme della polizia e serve le proprie comunità lo fa in maniera onorevole. Io li conosco. Io so che loro vogliono — anche loro vogliono che questo momento porti a qualcosa.

Miei concittadini americani, dobbiamo unirci per ricostruire la fiducia tra i membri delle forze dell’ordine e le persone che loro servono, per cancellare il razzismo sistemico nel nostro sistema di giustizia penale e riformare la polizia con il progetto di legge che ha il nome di George Floyd e che è stato già approvato dalla Camera. Io so che i repubblicani hanno le loro idee su questo e sono stati coinvolti in discussioni molto produttive con i democratici al Senato. Dobbiamo lavorare insieme per trovare un accordo, ma facciamolo entro il prossimo mese, entro il primo anniversario della morte di George Floyd.

Il Paese supporta questa riforma ed anche il Congresso dovrebbe agire, dovrebbe farlo. Abbiamo una opportunità enorme per muovere l’arco dell’universo morale verso la giustizia, quella vera, e con i piani presentati questa notte, abbiamo una chance reale di combattere contro il razzismo sistemico che colpisce l’America e le vite americane in altri modi. La chance di vivere in un mondo davvero equo: dove ci sono buoni posti di lavoro, buone scuole, case accessibili, aria ed acqua pulita, dove ognuno sia in grado di generare ricchezza e passarla alle nuove generazioni perché si è in grado di acquistare una casa. Opportunità reali nella vita di più americani, che siano neri, bianchi, latino, asiatici americani o nativo americani. Guardate, io voglio anche ringraziare il Senato degli Stati Uniti per aver approvato con 94 voti a favore ed 1 contrario il COVID-19 Hate Crimes Act per proteggere gli americani di origine asiatica e delle isole del Pacifico dai crimini di odio. Avete agito in maniera decisiva. Molti di voi avranno visto in televisione la cattiveria di questi crimini di odio lo scorso anno e per troppo tempo.

Chiedo alla Camera di fare lo stesso ed inviare questa legge alla mia scrivania, dove sarò in attesa di firmare con ansia. Inoltre chiedo al Congresso di mandare alla mia scrivania per la firma anche l’Equality Act per proteggere gli americani LGBTQ. Per tutti i transgender americani che ci stanno guardando da casa, in particolare i giovani che sono così coraggiosi, voglio dirvi che il vostro presidente vi appoggia. Un’altra cosa, facciamo in modo di autorizzare il Violence Against Women Act che è stato già legge per 27 anni.

27 anni fa ho scritto questa legge. Permetterà di chiudere, la legge che deve essere nuovamente autorizzata, la scappatoia legislativa (“boyfriend loophole”) che permette ora che le armi finiscano nelle mani di chi ha abusato delle donne in passato. Se una corte stabilisce che sei stato un abusatore di donne, non puoi avere un arma. Bisogna chiudere questa scappatoia il prima possibile.

Molti di voi sapranno che la stima media è che 50 donne siano sparate ed uccise dal proprio partner ogni mese in America. 50 donne. Approviamo questa legge per salvare alcune di queste vite. Ed io ho bisogno – in realtà non ho bisogno neppure di dirlo a nessuno, ma è evidente che la violenza delle armi sia diventata una epidemia in America. Alla Casa Bianca c’era ancora la bandiera a mezz’asta per ricordare le 8 vittime della sparatoria di massa in Georgia, quando altre 10 vite sono scomparse per un’altra sparatoria in Colorado. E nella settimana tra questi due eventi, altri 250 americani sono morti per sparatorie nelle strade americane. 250 uccisi da armi da fuoco.

Io so come sia difficile fare progressi su questo argomento. Negli Anni Novanta abbiamo approvato i background check universali, il divieto di vendita di armi di assalto e di caricatori ad alta capacità che possono tenere fino a 100 proiettili da sparare in pochi secondi. Abbiamo sconfitto la NRA. Le sparatorie di massa si sono ridotte così come la violenza delle armi. Guardate i rapporti, nel corso di 10 anni. Ma ad inizio anni Duemila queste leggi sono scadute. Abbiamo visto un bagno di sangue giornaliero da allora. Non sto dicendo che se tali leggi fossero rimaste in vigore, non avremmo più visto sangue per le strade.

Più di due settimane fa nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, circondato da alcune delle persone più coraggiose che conosco – i sopravvissuti delle sparatorie e le famiglie di coloro che sono morti a causa della violenza delle armi – ho parlato di alcune delle azioni che il Dipartimento di Giustizia intende prendere per fermare questa epidemia. Una di queste è vietare le cosiddette “armi fantasma”. Si tratta delle armi costruite a casa da kit che includono istruzioni su come terminare per costruire delle armi da fuoco.
Queste parti non hanno numeri seriali, quindi quando le vediamo nelle scene criminali non riusciamo a rintracciarli. Gli acquirenti di questi kit di “armi fantasma” non devono superare alcun background check. Chiunque, da un criminale ad un terrorista, può acquistare questo kit e nel giro di 30 minuti avere accesso ad un’arma letale.

Basta. Ed io farò tutto quello che è in mio potere per proteggere il popolo americano dall’epidemia della violenza delle armi. Ma è il momento che anche il Congresso faccia la sua parte. Guardate, io non voglio essere causa di scontro, ma abbiamo bisogno che ci siano più senatori repubblicani intenzionati a collaborare con la stragrande maggioranza dei colleghi senatori democratici per chiudere le scappatoie legislative esistenti sui background check per l’acquisto delle armi. Abbiamo bisogno di leggi che vietino la vendita di armi di assalto e caricatori ad alte capacità. E non ditemi che non è possibile farlo, perché lo abbiamo già fatto in passato ed abbiamo avuto successo. Parlate ai possessori di armi responsabili ed ai cacciatori. Loro vi diranno che non c’è alcuna giustificazione possibile per avere 100 proiettili in una sola arma.

Pensate che forse i cervi indossino vesti Kevlar? Loro vi diranno che ci sono troppe persone oggi che sono in grado di acquistare delle armi ma non dovrebbero poterlo fare. Questo tipo di riforme ragionevoli hanno il supporto della stragrande maggioranza del popolo americano, incluso molti possessori di armi. Il Paese supporta queste riforme, ed il Congresso dovrebbe agire in questo senso. Non può essere un problema Democratico o Repubblicano e nessun emendamento in costituzione può essere assoluto. Non si può sparare in un teatro affollato. Dall’inizio, c’erano determinate armi che non potevano essere possedute da nessun americano.

Alcune persone non dovrebbero neppure possedere delle armi. Non intendiamo cambiare la Costituzione. Solo essere ragionevoli. Io non credo che questo sia un problema Democratico o Repubblicano, è un problema americano. E ciò anche altro che possiamo fare. L’immigrazione è sempre stata essenziale per l’America. Poniamo fine alla nostra guerra sull’immigrazione. Per più di 30 anni politici di qualsiasi colore hanno parlato di riforma dell’immigrazione, ma non abbiamo mai fatto nulla per questo. E’ tempo di trovare una soluzione. Il primo giorno della mia presidenza, ho mantenuto il mio impegno ed inviato una proposta di legge di riforma dell’immigrazione al Congresso degli Stati Uniti. Se credete che abbiamo bisogno di rendere sicuro il confine, approvatela, perché prevede molti fondi per la sicurezza high tech al confine.Se credete che gli immigrati debbano avere un modo per ottenere la cittadinanza, approvatela. Ci sono 11 milioni di immigrati irregolari nel nostro Paese, la stragrande maggioranza per via di visti scaduti. Approvatela.

Possiamo farlo – se vogliamo davvero risolvere un problema, io ho inviato una proposta di legge da leggere attentamente. Inoltre bisogna anche andare al cuore del problema per cui molta gente sta fuggendo dai propri Paesi, in particolare da Guatemala, Honduras ed El Salvador. La violenza, la corruzione, le gang, l’instabilità politica, la fame, gli uragani, i terremoti, i disastri naturali. Quando ero Vicepresidente, il presidente Obama mi aveva chiesto di focalizzarmi sull’aiuto necessario per rispondere alle cause iniziali della migrazione ed aiutare le persone a restare nei propri Paesi invece di essere costretti ad abbandonarli.
Il piano stava funzionando, ma l’ultima Amministrazione ha deciso che non ne valeva la pena di portarlo avanti. Io intendo ripristinarlo ed ho chiesto alla Vicepresidente Harris di guidare i nostri sforzi diplomatici ed occuparsi di questo. Ho piena fiducia sul fatto che sarà in grado di ottenere risultati. Guardate, se non vi piace il mio piano di riforma sull’immigrazione, almeno cerchiamo di approvare quello su cui tutti siamo d’accordo. Il Congresso deve approvare entro la fine di questo anno una legge per fornire protezione ai Dreamers.

Coloro che hanno solo conosciuto l’America come propria casa. E dobbiamo dare protezione permanente ai migranti che sono qui grazie allo status temporaneo in quanto provenienti da Paesi distrutti da disastri naturali o creati dagli uomini. Così come fornire una via per la cittadinanza agli immigrati che lavorano nei campi e grazie al cui lavoro siamo in grado di avere il cibo sulle nostre tavole.
Guardate, gli immigrati hanno fatto moltissimo per l’America durante questa pandemia e la nostra storia. Il Paese supporta le riforme dell’immigrazione. Dovremmo agire. Parliamone, discutiamone. Ma alla fine bisogna agire.

E se vogliamo davvero restaurare l’anima dell’America dobbiamo anche proteggere il sacro diritto al voto di tutti i cittadini americani. Alle ultime elezioni presidenziali hanno votato più elettori di qualsiasi altra elezione della storia americana, e nel mezzo della peggiore pandemia di sempre. Questo dovrebbe essere un risultato da celebrare. Invece viene attaccato in tutti i modi. Il Congresso deve approvare HR1 ed il John Lewis Voting Rights Act, e mandarlo immediatamente alla mia firma. Il Paese lo supporta, ed il Congresso deve agire subito.

Guardate, in conclusione, mentre siamo qui stasera, l’immagine di una folla violenta che assalta la nostra capitale profanando la nostra democrazia rimane viva nelle nostre menti. Molte delle vostre vite sono state messe a rischio. Alcune vite sono state perse. Un coraggio straordinario è entrato in gioco. L’insurrezione è stata una crisi esistenziale, una prova per capire se la nostra democrazia potesse sopravvivere. E lo ha fatto. Ma la lotta è tutt’altro che finita: la domanda se la nostra democrazia durerà a lungo è una domanda antica. La nostra democrazia può mantenere la sua promessa, che tutti noi, creati uguali a immagine di Dio, abbiamo avuto la possibilità di condurre una vita di dignità, rispetto e possibilità? La nostra democrazia può rispondere ai bisogni più immediati delle persone? Può la nostra democrazia superare le bugie, la rabbia, l’odio e le paure che ci dividono?

Gli avversari dell’America, gli autocrati del mondo scommettono che non riusciremo. E vi assicuro che scommettono che falliremo. Credono che siamo troppo pieni di rabbia e divisione. Guardano alle immagini dell’assalto del Campidoglio ritenendola una prova che il sole sta tramontando sulla democrazia americana. Ma hanno torto. Lo sapete, come lo so io. Ma dobbiamo dimostrare che si sbagliano. Dobbiamo dimostrargli che la democrazia funziona ancora, che il nostro governo funziona ancora e che insieme possiamo proteggere il nostro popolo.

Nei nostri primi 100 giorni insieme abbiamo lavorato per dare una nuova speranza alle persone nella nostra democrazia. Stiamo vaccinando la nazione, stiamo creando centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro, stiamo offrendo risultati reali alle persone, che possono vederli, sentirli nella propria vita. Apriamo le porte delle opportunità garantendo un pò più di equità e giustizia. Questa è l’essenza dell’America. Questa è la democrazia in azione. La nostra Costituzione si apre con le parole, per quanto possano sembrare banali, “Noi il popolo”. Ebbene è tempo di ricordare che il governo siamo “Noi il popolo”. Io e voi, non una forza in una distante capitale, non una forza che non possiamo controllare. Siamo noi, “noi il popolo”.

In un’altra epoca, quando la nostra democrazia è stata messa a dura prova, Franklin Roosevelt ci ha ricordato che noi come America dovevamo fare la nostra parte. Facciamo anche oggi la nostra parte. È tutto quello che vi chiedo, facciamo la nostra parte, tutti noi. Se la faremo affronteremo la principale sfida della nostra epoca dimostrando a tutti che la democrazia è forte e resistente. Gli autocrati non otterranno il controllo del futuro. Lo faremo noi. L’America lo farà. E il futuro appartiene all’America.

Stando qui stasera davanti a voi in una nuova e forte ora di vita per la nostra democrazia posso dire con assoluta fiducia: non sono mai stato più fiducioso o ottimista riguardo all’America, non perché sono presidente ma perché vedo cosa sta succedendo con il popolo americano. Abbiamo visto l’abisso dell’insurrezione e dell’autocrazia, della pandemia e del dolore e noi, il popolo, non abbiamo esitato. Nel momento stesso in cui i nostri avversari erano certi che ci saremmo separati e avremmo fallito, ci siamo riuniti, ci siamo uniti. Con luce e speranza abbiamo riunito una una forza, una nuova determinazione per essere in grado di vincere la competizione del 21° secolo.

Ora siamo in cammino verso un’unione più perfetta, più prospera e più giusta, come un popolo, una nazione e un’America unita. Come ho detto a tutti i leader mondiali che ho incontrato nel corso degli anni, non è mai, mai, mai stata una buona idea scommettere contro l’America, e ancora oggi non lo è. Siamo gli Stati Uniti d’America. Non c’è una sola cosa, niente, che vada oltre le nostre capacità. Possiamo fare tutto ciò che pensiamo di fare se lo facciamo insieme. Quindi cominciamo a stare insieme. Dio vi benedica tutti e possa Dio proteggere le nostre truppe. Grazie per la vostra pazienza”.

 

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