Il ritorno di Donald Trump - Fondazione PER
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Il ritorno di Donald Trump

di Alessandro Maran

 

“Donald Trump sembra spaventosamente eleggibile”, scrive The Economist (👉 https://www.economist.com/…/donald-trump-looks…), osservando che quattro processi penali in corso e 91 capi d’imputazione (che Trump ha sempre strenuamente respinto) non sembrano aver compromesso le possibilità dell’ex presidente americano di tornare alla Casa Bianca nel 2024 (ma perché stupirsi: non era così anche con Berlusconi?).
La preoccupazione dei detrattori di Trump è cresciuta negli ultimi giorni dopo che una serie di sondaggi pubblicati da The New York Times e dal Siena College hanno rivelato che Trump è davanti a Biden nei “battleground states” della Georgia e del Nevada; ha un vantaggio molto ridotto in Arizona e Michigan (meno di un punto percentuale fuori dai margini di errore dei sondaggi) ed è alla pari con Biden in Pennsylvania e Wisconsin (👉 https://www.nytimes.com/…/biden-trump-2024-poll.html).
Mentre l’Economist osserva che Biden ha ancora parecchio lavoro da fare – condurre una campagna elettorale forte, fare appello agli elettori della classe operaia, suscitare entusiasmo tra i progressisti e tra i giovani elettori che potrebbero non gradire le politiche di sostegno a Israele – a molti potrebbe sembrare sconcertante che il fardello legale e politico di Trump non gli abbia alienato le simpatie di un maggior numero di repubblicani (ma, di nuovo, non era così anche con Berlusconi?).
Fareed Zakaria lo ha chiesto a Bill Maher della HBO nel corso dell’ultima puntata di GPS; la sua risposta è stata che i conservatori considerano molto più esasperanti le “sbandate” dei liberal, ad esempio nelle politiche scolastiche, un argomento delicato che li riguarda più da vicino (👉 https://edition.cnn.com/…/gps-1105-bill-maher-on-us…?).
Su The Atlantic, il corrispondente della ABC News Jonathan Karl scrive che Trump sta offrendo ai suoi sostenitori una rivincita. In un estratto (adattato per la rivista) del suo prossimo libro, “Tired of Winning: Donald Trump and the End of the Grand Old Party”, Karl scrive che con l’avvicinarsi dell’Election Day, Trump condurrà una campagna ispirata alla “vendetta e al martirio”. “Continuerà a parlare della posta in gioco nelle elezioni in termini apocalittici – ‘la battaglia finale’ – sapendo quanto è alta la posta in gioco per lui personalmente. Può vincere e riconquistare la Casa Bianca. Oppure può perdere e finire in prigione” (👉 https://www.theatlantic.com/…/what-2024…/675869/).
Karl scrive che Steve Bannon, ex amministratore delegato della campagna di Trump nel 2020 e consigliere di Trump alla Casa Bianca, ha definito un discorso vendicativo di Trump alla Conservative Political Action Conference (CPAC) il suo discorso “Come Retribution”, facendo riferimento al complotto dei servizi segreti confederati rapire e assassinare Abraham Lincoln (la parola in codice della progettata rappresaglia era appunto “Come Retribution”).
Lo scopo della campagna di Trump per il 2024 è quello di suscitare tra i suoi sostenitori sentimenti di sdegno per l’oltraggio, i torti e i soprusi subiti (dicendo loro che i pubblici ministeri e i suoi nemici politici stanno anche alle ‘loro’ calcagna) e offrire una rivalsa (ma, ancora, non era così anche con Berlusconi?).
Karl osserva: “Un paio di giorni dopo che il procuratore speciale Jack Smith lo ha finalmente incriminato per le sue azioni che hanno condotto al 6 gennaio, Trump ha reso esplicita la sua minaccia: ‘Se mi dai la caccia, io vengo a cacciare te!’”
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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