Il senso di Milei per l'Argentina - Fondazione PER
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Il senso di Milei per l’Argentina

di Alessandro Maran

 

Non molto tempo fa, sembrava che l’America Latina si stesse orientando decisamente in direzione della sinistra populista. Le elezioni in Brasile, Colombia e Perù hanno infatti insediato leader nazional-populisti di sinistra che vanno da una figura nota come Luiz Inácio Lula da Silva in Brasile all’ex guerrigliero colombiano Gustavo Petro. Anche Jorge G. Castañeda l’anno scorso parlava di una nuova “marea rosa” in America Latina, una affermazione della sinistra socialista che ricordava la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 (👉 https://www.cnn.com/2022/02/18/opinions/castaeda-latin-americas-new-pink-tide-op-ed/index.html).
Non tutti tuttavia erano d’accordo sul fatto che quel balzo in avanti avesse davvero a che fare con la tradizionale contrapposizione sinistra-destra: in una conversazione con Fareed Zakaria del giugno 2022, Shannon K. O’Neil del Council on Foreign Relations osservava che l’ondata elettorale riguardava più la rivolta anti-casta, per usare un termine a noi familiare, e la voglia di dare una scossone alle cose, piuttosto che uno spostamento a sinistra (👉 https://x.com/fareedzakaria/status/1536051959366656000?s=46).
Le elezioni in Argentina sembrano supportare quest’ultima teoria.
Con un voto non del tutto inaspettato ma comunque sorprendente, l’Argentina ha eletto presidente Javier Milei, un economista libertario che ha promesso di dollarizzare l’economia argentina e che non molto tempo fa sembrava intenzionato a boicottare la sua banca centrale (politiche che hanno suscitato allarme e indignazione, così come un suo commento sulla passata dittatura militare dell’Argentina: 👉 https://www.theguardian.com/…/argentina-javier-milei…).
Ora, scrive Michael Stott in un articolo sul Financial Times, Milei “si trova di fronte a enormi ostacoli per attuare il suo programma radicale… La terribile situazione dell’Argentina, con un’inflazione al 143% annuo, un tasso di cambio ufficiale assolutamente irrealistico e finanze pubbliche insostenibili, rappresenterebbe una sfida ardua per qualsiasi nuovo capo di stato”; inoltre “Milei, un legislatore al primo mandato senza esperienza di governo, è ben lungi dall’avere una maggioranza al Congresso” (👉 https://www.ft.com/…/fc2a1b7d-885c-49d4-bdd7-fc2463df405b). Per di più, come scrive l’Economist, l’Argentina “è completamente al verde” (👉 https://www.economist.com/…/in-argentina-javier-milei…).
Insomma, come scrivono i commentatori, frustrazione, disperazione e sentimenti anti-casta sembrano aver prodotto la vittoria di Milei. L’Economist suggerisce che molti elettori lo hanno sostenuto “non a causa della sua retorica provocatoria, ma nonostante ciò, in un atto di disperazione. …Se l’Argentina è diventata un casinò economico, lui è l’ultimo lancio dei dadi”. L’ultima chance.
Su America’s Quarterly, Juan Cruz Díaz cita infatti “una diffusa insoddisfazione nei confronti della coalizione di governo” e “una stanchezza generale nei confronti dell’establishment politico” (👉 https://www.americasquarterly.org/…/reaction-javier…/).
Su Foreign Policy, Juan P. Villasmil vede il libertario Milei come parte di una tendenza regionale. “Il populismo nazionale sta definendo sempre più la politica elettorale della destra negli Stati Uniti e in Europa”, scrive Villasmil. “Ma l’America Latina ha scelto una strada diversa, emergendo sulla scena globale come bastione del libertarismo”. Villasmil cita un partito recentemente in ascesa (all’interno dell’opposizione del paese) in Venezuela, un’altro in Uruguay, e la recente presa di distanza elettorale dell’Ecuador dal socialismo. La persistente disuguaglianza e i fallimenti del socialismo in America Latina hanno qualcosa a che fare con tutto ciò, afferma Villasmil. “Insoddisfatti sia del socialismo sia di ciò che considerano una debole opposizione conservatrice, intellettuali esperti di social media come Milei sono diventati icone. … I libertari latinoamericani hanno preso sul serio l’organizzazione. Con l’avvicinarsi delle nuove elezioni, non sorprendetevi del loro successo” (👉 https://foreignpolicy.com/…/argentina-election-milei…/).
Ma come si fa a vincere in un paese povero annunciando tagli alla spesa pubblica, la privatizzazione della sanità e della scuola? Lo spiega Loris Zanatta in una intervista su Italia Oggi: “Perché la gente è stremata, c’è l’inflazione al 140% e l’economia è tra le ultime al mondo, il 50% delle persone vive in condizione di povertà, i servizi pubblici sono sistemi clientelari, chi può manda i figli a studiare all’estero e si cura fuori dall’Argentina. Così chi paga le tasse paga due volte e chi non ha niente non sa a cosa aggrapparsi. Milei ha stravinto tra la povera gente e il ceto medio, anche chi lo odia lo ha votato, perché ha aperto uno spiraglio di speranza in un paese che è stato devastato” (👉 https://www.italiaoggi.it/…/e-stato-straeletto-in…).
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Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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