La migliore risposta ad Hamas? L'accordo con l'Arabia Saudita - Fondazione PER
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La migliore risposta ad Hamas? L’accordo con l’Arabia Saudita

di Alessandro Maran
La migliore risposta ad Hamas è quella di cercare di raggiungere un accordo con l’Arabia Saudita. Lo ha ribadito Fareed Zakaria nel suo più recente articolo sul Washington Post. Il massacro dei civili israeliani da parte di Hamas ha scioccato il mondo, che ora guarda con preoccupazione all’aumento delle vittime anche sul lato palestinese del confine di Gaza. Valutando il contesto geopolitico, Fareed Zakaria osserva che questa nuova guerra potrebbe compromettere la svolta diplomatica allo studio: un potenziale accordo, che coinvolge anche gli Stati Uniti, tra Israele e l’Arabia Saudita che vedrebbe i due paesi normalizzare le loro relazioni. Per Israele, consiglia Zakaria, la migliore risposta ad Hamas è perciò quella di continuare a perseguire quell’accordo.
Gli attacchi di Hamas e le ritorsioni di Israele hanno posto gli attori della regione in posizioni diverse, ha scritto su Foreign Affairs, Ghaith al-Omari, membro senior del Washington Institute for Near East Policy ed ex direttore esecutivo della Task Force americana sulla Palestina: “Mentre questa situazione esplosiva si sviluppa, acute divisioni hanno cominciato ad emergere nel mondo arabo. Il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno sottoscritto gli Accordi di Abramo con Israele, hanno rilasciato dichiarazioni in cui condannano chiaramente Hamas. A sua volta, il Qatar, il principale sostenitore arabo di Hamas, si è scagliato contro Israele e ha adottato un linguaggio molto simile a quello di Hamas. La Giordania e l’Egitto, nel frattempo, i due paesi che hanno più da perdere, sono rimasti cauti, navigando tra le preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale e l’irrequieta platea interna. E poi c’è l’Arabia Saudita, alleato degli Stati Uniti e forse oggi l’attore regionale più importante. L’Arabia Saudita stava facendo progressi nei colloqui di portata storica mediati dagli Stati Uniti con Israele al momento dell’attacco, ma cerca anche di mantenere o forse addirittura rafforzare il suo ruolo di leadership nel mondo arabo e il proprio sostegno ai palestinesi”(👉 https://www.foreignaffairs.com/…/hamas-has-fractured…).
“Sconfiggere Hamas è una sfida ardua”, afferma Zakaria. “Quel gruppo terroristico spera in una reazione massiccia e sproporzionata da parte di Israele che produca migliaia di vittime civili e impantani le truppe israeliane. Hamas auspica anche il fallimento di ogni possibile accordo con l’Arabia Saudita. Quanto più brutale sarà la risposta di Israele, tanto più probabile sarà che l’accordo salti. L’obiettivo di Israele dovrebbe essere quello di rispondere a Hamas, affrontare la questione palestinese in un modo che consenta comunque la ripresa dei negoziati relativi alla normalizzazione saudita. Questa è la conquista strategica. L’instaurazione di relazioni normali tra Israele e l’Arabia Saudita rappresenterebbe la sconfitta più severa per Hamas, Hezbollah e Iran” (https://www.washingtonpost.com/…/hamas-gaza-israel…/).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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