29 Mar La trincea contro la Russia
di Alessandro Maran
Diversi osservatori si attendono infatti che nei prossimi mesi la Russia lanci una nuova offensiva in Ucraina. “Mentre la primavera volge all’estate”, scrive questa settimana The Economist, “il timore è che la Russia sferri una nuova grande offensiva, come ha fatto l’anno scorso. E la capacità dell’Ucraina di tenerla a bada ora è molto meno sicura di allora. Ecco perché è urgente mobilitare più truppe e costruire difese di prima linea più robuste”. Una primavera fangosa rende difficili gli spostamenti delle truppe, scrive la rivista, ma dopo il rischio aumenterà (https://www.economist.com/…/russia-is-gearing-up-for-a…). “Il blocco del pacchetto di sostegno militare da 61 miliardi di dollari dell’amministrazione Biden da parte dei repubblicani pro-Donald Trump al Congresso ha avuto conseguenze dirette”, scrive altrove la rivista (https://www.economist.com/…/ukraine-is-in-a-race…). Lo stesso vale per l’incapacità dell’Unione Europea di consegnare il milione di proiettili promesso all’Ucraina entro marzo. Anche Kiev ha delle responsabilità, scrive l’Economist: avrebbe potuto muoversi più velocemente per rafforzare le sue linee del fronte e deve decidere una politica riguardante la nuova coscrizione per reintegrare gli uomini.
Alla luce di queste circostanze, la discussione sulle necessità dell’Ucraina si è intensificata. Di cosa ha bisogno l’Ucraina dalla NATO? Su Project Syndicate, Harold James invita i leader europei (e statunitensi) a agire insieme, rilevando la riluttanza a fornire più armi e a lungo raggio: “I politici negli anni ’30 almeno avevano una buona scusa per la loro debolezza. I loro paesi erano esausti e impoveriti a causa della Grande Depressione, e molti di loro ricordavano vividamente gli spaventosi sacrifici e le perdite della Prima Guerra Mondiale. Gli isolazionisti di oggi non hanno un quadro di riferimento simile” (https://www.project-syndicate.org/…/europe-urgently…). In un editoriale del Wall Street Journal, Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj, invita invece gli Stati Uniti (e i loro alleati produttori di petrolio) a pompare più greggio, inondare di prodotti i mercati petroliferi globali, indebolire i prezzi e quindi diminuire i proventi petroliferi della Russia (https://www.wsj.com/…/the-oil-weapon-against-moscow…).
In un articolo su Foreign Affairs, Ivo Daalder e Karen Donfried cercano di rispondere alla domanda in modo olistico. Sostengono sia necessario consegnare armi occidentali più avanzate, bisogna che la NATO prenda le redini per coordinare l’assistenza occidentale a Kiev e serva anche un percorso chiaro (idealmente offerto al vertice NATO di quest’estate a Washington) per l’adesione dell’Ucraina alla NATO. Quando finiranno i combattimenti con la Russia, sostengono, le disposizioni dell’articolo 5 sulla difesa collettiva della NATO potrebbero applicarsi alle aree dell’Ucraina controllate da Kiev. “Il giorno in cui l’Ucraina aderirà formalmente alla NATO sarà la sconfitta strategica definitiva della Russia – e l’Ucraina e tutta l’Europa saranno più al sicuro”, concludono (https://www.foreignaffairs.com/…/what-ukraine-needs-nato).
Sul punto torna oggi anche Vittorio Emanuele Parsi, che su Il Foglio, scrive che il Cremlino non si può permettere un conflitto allargato e che le sue minacce servono a dividere e seminare discordia tra le leadership occidentali: “Se ci mostriamo determinati e agiamo con fermezza, non abbiamo nulla da temere e la “forza” della Russia si riduce di conseguenza. Se, viceversa, ci facciamo avviluppare dalla retorica della Terza guerra mondiale e dalla paura che induce, allora facciamo della Russia una potenza incontrastabile. Soddisfare la fame della belva con qualche boccone di Ucraina non farà altro che alimentarne l’aggressività e rinforzarne la convinzione che possa ottenere molto altro con la reiterazione della minaccia. Successe così nel 1938 (prima i Sudeti, poi l’intera Cecoslovacchia, quindi la Polonia…), succederebbe così anche oggi” (https://www.ilfoglio.it/…/le-basi-degli-f-16-putin-e…/).
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