L'antisemitismo dei campus americani - Fondazione PER
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L’antisemitismo dei campus americani

di Alessandro Maran

 

La guerra tra Israele e Hamas agita anche le università americane. Secondo quanto riferiscono i media, nei dibattiti proliferano accuse di condotta genocida e tensioni politiche.
All’inizio di questo mese, Mynda Barenholtz ha raccontato su The Jerusalem Post cosa significa essere ebrei in un campus universitario e vedere, dopo i massacri del 7 ottobre, i propri compagni di classe postare commenti a sostegno di Hamas: “Nel profondo, credevo davvero che il ciclo di antisemitismo vecchio di 2.000 anni fosse stato sostituito da un sostegno e un’accettazione genuini, che il mondo avesse davvero deciso “Mai più”. La risposta di coloro che mi circondano al brutale attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre ha mandato in frantumi questa visione. Si è trattato dell’attacco contro gli ebrei più sanguinario dai tempi dell’Olocausto. Ogni singolo ebreo nel campus della Columbia è stato direttamente colpito. Ognuno di noi conosce qualcuno – un membro della famiglia, un amico intimo o l’amico di un amico – in un rifugio antiaereo, in prima linea o ucciso durante l’attacco o nei combattimenti che ne sono seguiti. Chiaro e semplice: Hamas ha commesso violenza feroce e intenzionale contro civili innocenti, la definizione stessa di terrorismo. Eppure i miei compagni di classe della Columbia hanno risposto all’orrore pubblicando commenti a sostegno di Hamas – l’organizzazione il cui statuto ufficiale richiede la completa distruzione di Israele e l’annientamento del popolo ebraico. Inoltre, questi studenti che condonano l’assassinio degli ebrei non si accontentano di far sentire la propria voce; cercano anche di mettere a tacere gli altri” (👉 https://www.jpost.com/opinion/article-769166).
Venerdì la Cornell University ha cancellato le lezioni, riconoscendo l’“extraordinary stress” per il suo campus visto che uno studente è accusato di aver lanciato violente minacce antisemite contro gli ebrei. Tre studenti di Yale, Cornell e Brown hanno scritto a The New York Times per ribadire che “la realtà in alcuni campus universitari oggi è l’esatto opposto” della libertà di parola: si tratta di “esplicita intimidazione degli studenti ebrei” (👉 https://www.nytimes.com/…/antisemitism-jews-campus.html).
Per Azad Essa, che scrive su Middle East Eye, vale il contrario: i sostenitori dei palestinesi si trovano ad affrontare tentativi di metterli a tacere. “Nelle università d’élite come Harvard, Columbia e Yale, tra le altre”, scrive Essa, “gli studenti affermano che i loro tentativi di parlare apertamente contro gli orrori che si scatenano a Gaza vengono confusi con l’antisemitismo con effetti devastanti” (👉 https://www.middleeasteye.net/…/israel-palestine-war-us…).
E dato che sono le università oggi il principale teatro di una tale acredine, il preside della Princeton University School of Public and International Affairs Amaney Jamal e il preside della Columbia University School of International and Public Affairs Keren Yarhi-Milo hanno scritto in un articolo sul New York Times che le università dovrebbero essere anche la soluzione.
“Siamo entrambi presidi di scuole di politiche pubbliche. Uno di noi proviene da una famiglia palestinese sfollata a causa della guerra. L’altro ha prestato servizio nell’intelligence militare israeliana prima di una lunga carriera nel mondo accademico”, scrivono. “Nonostante i nostri diversi background, siamo entrambi allarmati dal clima nei campus e dal linguaggio polarizzante e disumanizzante visibile in tutta la società. Le università dovrebbero affermare verità scomode e chiarire gli aspetti critici. Come responsabili delle scuole di politica pubblica, formiamo i leader di domani a pensare in modo creativo e coraggioso. Si inizia con il contrastare i discorsi malsani; dando forma al dialogo civico, con il rispetto reciproco e l’empatia e mostrando la capacità di ascoltarsi a vicenda. Le università non dovrebbero ritirarsi nelle loro torri d’avorio perché il dibattito è diventato tossico; al contrario, il discorso diventerà ancora più tossico se le università si tirassero indietro” (👉 https://www.nytimes.com/…/princeton-columbia-israel…).
Dell’aspro dibattito che sta investendo i campus universitari statunitensi (e dello stato della politica americana mentre prendono forma le elezioni presidenziali del 2024), Fareed Zakaria ha parlato con Bill Maher, conduttore di “Real Time with Bill Maher” su HBO (👉 https://edition.cnn.com/…/gps-1105-bill-maher-on-us…). In uno sketch di tre minuti, anche il principale programma televisivo satirico israeliano “Eretz Nehederet” ha preso di mira la crescente ostilità nei confronti di Israele nei campus universitari americani (👉 https://youtu.be/rbfccVBo9tE?si=EsPvds4JY84r4lzx).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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