L’emergente 'islamo-gauchismo' è la nuova veste della sinistra radicale antioccidentale - Fondazione PER
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L’emergente ‘islamo-gauchismo’ è la nuova veste della sinistra radicale antioccidentale

di Francesco Gastaldi

Anche per la morte di papa Ratzinger si è notato il solito cortocircuito di islamo-gauchismo (in francese, islamo-guachisme), critiche a Benedetto XVI che hanno visto accomunati componenti politiche di sinistra e chi lo ha sempre accusato di posizioni troppo critiche nei confronti dell’Islam (o di essere troppo occidentalista).

Durante questi anni (e fino all’oggi) più voci, a partire alla Francia (ma non solo) si sono levate a indicare l’insorgenza di un fenomeno nuovo: l'”islamo-gauchismo“, termine che tradotto vuol dire simpatia politica (o non opposizione) di alcuni gruppi culturali per l’Islam radicale che si accompagna spesso ad anti occidentalismo.

Il primo studioso ad aver adottato il termine “islamo-gauchismo” è stato il sociologo Pierre-André Taguieff nel testo “La Nouvelle Judeophobie” (2002). Con questo termine egli indicava la pericolosa tendenza di alcuni tra i movimenti di sinistra -appunto della gauche– a condividere posizioni simili o congruenti (o collaterali) a quelle dei movimenti islamisti: alleanze tattico-strategiche (anche se non dichiarate), convergenze ideologiche, nemici comuni, obiettivi rivoluzionari condivisi in nome di una critica serrata al mondo occidentale.  Ovviamente, con “islamo” non si intende il pensiero islamico, musulmano, ma quella degenerazione dovuta ad un indottrinamento ideologico idolatra e distorto contrassegnato da ordini di guerra più che di devozione, fede, principi religiosi e ritualità sacra.

Nel 2017 fu Manuel Valls, in corsa come leader del Partito Socialista, ad utilizzare il termine per screditare il proprio avversario, compagno di partito, Benoit Hamon, in un dibattito quindi tutto interno alle forze di sinistra.

Tante le voci levatesi da allora ad oggi, una tra tutte anche quella dello scrittore franco marocchino Tahar Ben Jelloun che definisce inappropriata la nuova formula di “islamo-gauchiste”, poiché portatrice di un forte sentimento discordia, capace di seminare paura verso l’Islam in generale. Ben Jelloun arriva addirittura a ribaltare il termine, parlando di “islamo-fascismo”.

Nel 2021 è il filosofo e saggista Bernard Henri-Levy che, volgendo lo sguardo indietro ai precedenti 10 anni, elenca gli episodi in cui la sinistra radicale francese è stata vicina (o non si è opposta nettamente) all’islamismo radicale.

Proprio nel 2021 il dibattito si è davvero acceso, a seguito delle dichiarazioni della Ministra francese all’Istruzione superiore Frederique Vidal: l’islamo-gauchismo «affligge la società nel suo insieme, e l’università non ne è impermeabile. […] Quello che osserviamo nelle università è che ci sono persone che possono usare i loro titoli e l’aura che hanno per promuovere idee radicali e militanti».

Dopo le parole di Vidal, il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica, investito dalla Ministro di svolgere immediatamente una valutazione di tutte le ricerche al fine di individuare i pensatori riconducibili alla corrente di pensiero dell’islamo-gauchismo, si è affrettato ad affermare che «l’ “islamogauchisme” n’est pas une réalité scientifique», cioè l’islamo-gauchismo non può essere considerato una realtà scientifica, ma di fatto varie comunanze ci sono. È stato allora che Henri-Levy ha evidenziato vicinanze di posizioni, di fatto, tra mondi apparentemente distanti, chiedendosi: «Si tratta di casi sintomatici o marginali? Non lo so, ma è un bene che sia stata posta la domanda, che sia stata aperta la discussione».

A novembre cadeva il settimo anniversario dal tragico attentato di stampo islamista alla per spettacoli Bataclan che tanta eco ebbe all’indomani della sua consumazione: il 13 novembre 2015. Non fu l’unico attentato di quel giorno a Parigi, quando le vittime totali furono 130 e 350 i feriti: la più cruenta aggressione in territorio francese dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la seconda in Europa. Ad inizio 2015 (7 gennaio) si consumò l’attentato terroristico al giornale satirico Charlie Hebdo, con 12 vittime. Il 14 luglio 2016 rimarrà una data tragicamente indimenticabile per Nizza: le celebrazioni per la festa nazionale francese (in ricordo della presa della Bastiglia) vennero macchiate di sangue per mano di un attentatore islamista che investì con un autocarro la folla festante, uccidendo 87 persone. Quelli ricordati sono solo alcuni della serie di 18 attentati di stampo variamente filo-islamista compiuti in Francia negli ultimi 10 anni.

Comprendere o anche solo intuire come si uscirà dal dibattito è impresa ardua, ma resta da evidenziare quanto oggi il dibattito sulla “laicità” si sia avvitato ed incastrato, a partire dalla Francia, con quello sulla “identità” (culturale, politica, religiosa, civile): chi sarà in grado e come di srotolare la matassa? Certo è che sommatorie e collateralismi di estremismi non si addicono al futuro dei paesi occidentali.

Francesco Gastaldi
gastaldi@per.it

Francesco Gastaldi (1969) è Professore associato di urbanistica presso l’Università Iuav di Venezia. È stato ricercatore presso la stessa università nel periodo 2007-2014. Laureato in architettura presso l’Università degli Studi di Genova, ha conseguito il dottorato di ricerca in pianificazione territoriale e sviluppo locale presso il Politecnico di Torino. Svolge attività di ricerca su temi riguardanti le politiche di sviluppo locale, la gestione urbana, le vicende urbanistiche della città di Genova dal dopoguerra ad oggi. Partecipa a ricerche MIUR e di ateneo, ricerche e consulenze per soggetti pubblici e privati.

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