L'"inizio della fine" per la giunta militare birmana? - Fondazione PER
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L'”inizio della fine” per la giunta militare birmana?

di Alessandro Maran

 

È’ “l’inizio della fine” per la giunta militare birmana? É quel che promette la resistenza che ha lanciato un’offensiva a livello nazionale. “La giunta militare del Myanmar, a quasi tre anni dal suo sanguinoso colpo di stato, si trova a fronteggiare la più grande minaccia per la sua permanenza al potere e a combattere guerre su più fronti in tutto il paese del sud-est asiatico”, riferiscono Helen Regan, Salai TZ, Angus Watson e Paula Hancocks della CNN (👉 https://edition.cnn.com/2023/11/28/asia/myanmar-nationwide-offensive-junta-intl-hnk/index.html?).
Secondo un leader dell’esercito della resistenza i gruppi alleati hanno catturato più di 150 avamposti militari (👉 https://www.nytimes.com/…/myanmar-rebels-military-junta…). “Il lancio il mese scorso di un’offensiva coordinata senza precedenti da parte di tre principali eserciti etnici ha avuto un effetto domino, portando a un’ondata di attacchi simultanei in tutto il paese da parte di organizzazioni e milizie di resistenza etnica alleate e affiliate, note come People’s Defence Forces”, scrive Zachary Abuza in un editoriale su Nikkei Asia, suggerendo che la comunità internazionale dovrebbe iniziare a considerare cosa accadrà dopo in Myanmar. “Sebbene la sconfitta del regime non sia scontata, ora è possibile iniziare a immaginare il ritorno ad un autentico governo civile” (👉 https://asia.nikkei.com/…/Time-to-start-planning…).
Per gli oppositori della giunta militare birmana (che è al potere dopo il colpo di stato del febbraio 2021, dieci anni dopo l’inizio della transizione pacifica del Myanmar verso un governo civile, e che può contare sul sostegno politico ed economico di Cina e Russia) la vittoria non arriverà mai abbastanza presto. In un articolo sulla London Review of Books, Francis Wade accenna alle notizie di orribili torture da parte del regime e sottolinea che uno sciopero generale ha visto segmenti della società protestare in massa contro il governo della giunta. “La crudeltà e l’incuria delle giunte che si sono succedute hanno causato grandi sofferenze, ma hanno anche reso i 55 milioni di abitanti del Myanmar meno dipendenti dallo Stato”, scrive Wade. “L’infrastruttura sociale ed economica su cui ora fa affidamento la resistenza ha colmato il vuoto” (👉 https://www.lrb.co.uk/…/n23/francis-wade/after-the-coup).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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