Lo spettro dell'Iran - Fondazione PER
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Lo spettro dell’Iran

di Alessandro Maran

 

Sulla guerra tra Israele e Hamas aleggia lo spettro dell’Iran. Come sostengono infatti gli analisti, l’allargamento eventuale del conflitto potrebbe dipendere proprio dall’Iran, la potenza del Medio Oriente che conserva e alimenta nella regione un “asse” anti-israeliano e anti-americano di forze che agiscono per procura.
Ma cosa vuole l’Iran? Cosa vogliono i suoi leader? Il leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha lodato gli orribili massacri di civili israeliani perpetrati da Hamas, pur affermando che il suo Paese non vi è coinvolto, e ha sollecitato i paesi musulmani a bloccare le esportazioni di petrolio e di cibo verso Israele. Nel frattempo, il ministro degli esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian ha detto a Bianna Golodryga della CNN che il suo paese non vuole una guerra più ampia (👉 https://edition.cnn.com/…/gps-1029-iranian-fm-on-the…?). In un articolo su Foreign Policy, il direttore del Programma Iran del Middle East Institute, Alex Vatanka, ritiene che sia davvero così, pur intravedendo obiettivi più complicati. “Ciò che l’Iran vuole ora non è una guerra regionale, ma piuttosto indebolire Israele – e, cosa più importante, gli Stati Uniti – sul fronte diplomatico”, scrive Vatanka (👉 https://foreignpolicy.com/…/iran-regional-war-israel…/).
Allo stesso tempo, all’interno dell’Iran, altri soggetti appaino più critici. “Il concetto di Asse della Resistenza – e con esso, la strategia regionale di Teheran – suscita il risentimento dell’opinione pubblica iraniana”, scrive Vatanka. “Se i leader di Teheran esagerassero in quest’ultima guerra regionale, si troverebbero ad affrontare una potenziale minaccia alla stabilità politica interna”. Sempre su Foreign Policy, Sina Toossi del Center for International Policy sostiene che “l’Iran sta facendo un gioco di ambiguità strategica nella guerra Israele-Hamas, mantenendo indecifrabile il suo livello di coinvolgimento e le sue intenzioni”. Nonostante le “spacconate” di alcuni funzionari iraniani, Toossi è d’accordo con Vatanka sull’atteggiamento dell’opinione pubblica iraniana nei confronti del governo, accennando all’ondata di proteste iniziata lo scorso autunno in seguito alla morte della ventiduenne Mahsa Amini dopo il suo arresto da parte della polizia morale iraniana. “Molti iraniani continuano ad opporsi al sostegno del loro governo a Hamas e Hezbollah, gridando: ‘Né Gaza né il Libano, sacrifichiamo le nostre vite per l’Iran’”, scrive Toossi (👉 https://foreignpolicy.com/…/how-iran-really-sees…/…).
In ogni caso, scrive Toossi, “l’Iran ha già ottenuto una vittoria. L’incendio a Gaza ha fermato, anche se solo temporaneamente, i colloqui sulla normalizzazione delle relazioni tra Israele e Arabia Saudita, che avrebbero ulteriormente isolato l’Iran nella regione”.
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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