Macron: "di fronte a Putin, l'Europa non deve darsi limiti" - Fondazione PER
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Macron: “di fronte a Putin, l’Europa non deve darsi limiti”

di Alessandro Maran
🇫🇷 “Se ogni giorno spieghiamo quali sono i nostri limiti di fronte a qualcuno che non ne ha nessuno e ha lanciato la guerra, posso già dirvi che lo spirito della disfatta è lì che rode”. Lo ha detto ieri, a Praga, il presidente francese, Emmanuel Macron, invitando gli alleati dell’Ucraina a “non essere codardi” di fronte a una Russia “diventata inarrestabile”. “Sicuramente ci avviciniamo ad un momento nella nostra Europa in cui sarà opportuno non essere codardi”, ha detto Macron, lasciando intendere che il conflitto contro Kyiv si sta allargando all’Europa. “Non vogliamo mai vedere le tragedie che verranno”, ma “dovremo essere all’altezza della storia e del coraggio che implica”, ha spiegato Macron in un intervento davanti alla comunità francese in Repubblica ceca. “E’ la nostra guerra o non è la nostra guerra?”, ha chiesto Macron più tardi in conferenza stampa, difendendo le sue dichiarazioni con cui non ha escluso l’invio di soldati sul terreno in Ucraina. “La chiarezza rivendicata di quelle dichiarazioni è ciò di cui l’Europa ha bisogno. Andate a chiedere al presidente Putin cosa è pronto a non fare”, ha detto Macron. “Chi ha lanciato la guerra in Ucraina? Vladimir Putin. Chi minaccia con l’arma nucleare, a prescindere da ciò che facciamo o diciamo? Il presidente Putin. Rivolgetevi a lui per sapere quali sono i suoi limiti strategici. Ma se ogni giorno spieghiamo quali sono i nostri limiti di fronte a qualcuno che non ne ha nessuno e ha lanciato la guerra, posso già dirvi che lo spirito della disfatta è lì che rode”, ha avvertito appunto Macron (👉 https://www.lemonde.fr/international/article/2024/03/05/guerre-en-ukraine-emmanuel-macron-assume-de-bousculer-les-occidentaux-et-met-en-garde-contre-l-esprit-de-defaite_6220266_3210.html).
🇪🇺 Ieri la Commissione europea ha presentato a Bruxelles la prima strategia per l’industria della Difesa europea, un meccanismo che dovrebbe contribuire a ridurre la dipendenza dall’America nel settore e creare una visione a lungo termine delle capacità di difesa europee. “Produrre europeo, comprare europeo: di fronte alla minaccia di un conflitto con la Russia e al rischio di disimpegno americano, l’Unione europea deve essere pronta, armata e autonoma. È questo il senso della Strategia europea per l’industria della difesa (EDIS) e del Programma europeo per gli investimenti nella difesa (EDIP) adottati e presentati ieri dalla Commissione europea. Ma togliere i paraocchi si sta rivelando molto difficile per alcuni”, spiegano David Carretta e Christian Spillmann nel loro imperdibile Mattinale Europeo (👉 https://davidcarretta.substack.com/?utm_campaign=pub…).
Come sempre, il problema sono i soldi, ed è su quello che vanno ancora avanti i negoziati. “Il nocciolo della questione è la mancanza di denaro – scrivono infatti Carretta e Spillmann -, e non appena viene sollevato il tema dei finanziamenti, gli europei si spaccano. ‘Dobbiamo avere un’ambizione di bilancio adeguata. Per questo credo che dobbiamo iniziare a preparare fin da ora, entro i prossimi dodici mesi, la possibilità di investimenti ad hoc e aggiuntivi nella difesa, dell’ordine di cento miliardi di euro’, sostiene Thierry Breton. L’idea di nuovo debito comune è sostenuta dal presidente francese Emmanuel Macron, dal primo ministro estone Kaja Kallas e dal primo ministro belga Alexander de Croo, tre membri della famiglia liberale. ’Sarebbe opportuno che gli Stati membri dell’UE fornissero una garanzia per consentire alla Commissione europea di emettere debito per finanziare spese eccezionali che riguardano tutti noi’, ha sostenuto Emmanuel Macron alla conferenza a sostegno dell’Ucraina tenutasi a Parigi il 27 febbraio. Ma Berlino non vuole sentire parlare di un prestito congiunto. Gli olandesi sono sulla stessa linea. ‘Sarà complicato con i tedeschi, ma il dibattito deve maturare perché è una soluzione razionale’, spiega un diplomatico europeo a Bruxelles”.
🇮🇹 Intanto, il Parlamento, ieri, ha approvato praticamente all’unanimità, con un solo voto contrario, le sei risoluzioni presentate in Aula relative all’incremento degli aiuti offerti dall’Italia all’Ucraina. E contestualmente, anche qui praticamente all’unanimità, con 271 sì e appena sei no, ha autorizzato la missione italiana nel Mar Rosso, conosciuta come “Aspides”, in cui si stabilisce il diritto, in conformità alle norme internazionali, di difendere le navi italiane dagli attacchi degli houthi, nel Mar Rosso, compresi gli attacchi che compromettono i diritti e le libertà di navigazione. E, come scrive Claudio Cerasa, “vista la storia, le origini, il passato ipocritamente pacifista di molti soggetti presenti in Parlamento, si può dire che il passaggio di ieri era doveroso, sì, ma scontato no” (👉 https://www.ilfoglio.it/…/difendere-la-pace-con-le…/). Poi, certo, come suggerisce Sergio Tomat, c’è anche chi ha in casa il busto di Barbara Balzerani.
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Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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