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Nel frattempo, in Germania, la Cdu sceglie il successore di Angela Merkel

di Alessandro Maran

 

Vabbè che ora c’è la crisi di governo e si annunciano colpi di scena inaspettati, intrecci appassionanti e personaggi indimenticabili (Conte ha detto di voler «promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico», si aperta la caccia ai «responsabili», ci si appella ai «costruttori», ecc.), ma sabato prossimo la CDU sceglierà il successore di Angela Merkel e non sarebbe male dare un’occhiata anche a quel che combinano da quelle parti. Anche perché la scelta del cancelliere della Germania è una faccenda che non riguarda solo i tedeschi. In modo particolare questa volta che c’è da sostituire la Merkel che è stata «l’ancora dell’Europa» («Esiste un’Unione europea senza Angela Merkel?», si chiedono, non per caso, Paola Peduzzi e Micol Flammini sul Foglio di oggi: 👉 https://www.ilfoglio.it/…/esiste-un-unione-europea…/).
Rimpiazzare la Merkel non è semplice, si sa, e non è ancora chiaro a chi toccherà sostituire la cancelliera. I 1001 delegati della CDU si riuniranno (digitalmente, va da sé) per scegliere il nuovo leader tra tre candidati: Armin Laschet, il premier del Land del Nord-Reno-Vestfalia, Norbert Röttgen, presidente della Commissione affari esteri del Parlamento tedesco, e Friedrich Merz, avvocato d’affari ed ex capogruppo della CDU-CSU al Bundestag.
Ma molti elettori tedeschi sembrano non volere nessuno tre come prossimo leader del Paese, avendo messo gli occhi invece su un politico che non si è ancora fatto avanti: il premier bavarese Markus Söder. Secondo un sondaggio pubblicato dallo Spiegel, circa il 40% dei tedeschi ritiene che Söder (58 anni) sarebbe il candidato conservatore più forte. Ai tre uomini in lizza per la leadership della CDU, i sondaggisti aggiungo anche il ministro della sanità Jens Spahn, un conservatore molto popolare che sembra si stia posizionando per diventare cancelliere.
Sebbene Mertz sia in testa nei sondaggi (tra i tre candidati in lizza), molti osservatori ritengono che la sua vittoria farebbe più male che bene al partito in vista delle prossime elezioni politiche. Mertz è popolare nell’alla destra della CDU e tra gli elettori che in precedenza hanno votato per la destra estrema della AfD. Ma Mertz, i cui commenti sugli omosessuali e sui rifugiati hanno sollevato le ire sia degli elettori dei Verdi che di quelli a sinistra, è molto meno popolare tra le donne e gli elettori centristi. E proprio questi elettori, la coalizione messa insieme da Angela Merkel, rappresentano la chiave che ha permesso alla CDU di rimanere al potere per 16 anni.

«Anche se i conservatori continuano a dominare in Germania con circa il 37% nei sondaggi – scrive Matthew Karnitsching su Politico.eu  – molti nella CDU temono che una candidatura come quella di Mertz possa galvanizzare la sinistra tedesca aprendo le porte ad una coalizione a tre tra verdi, socialdemocratici e Linkspartei. Al contrario, Söder ha corteggiato i Verdi – ora il secondo partito della Germania -, indossando i panni del conservatore moderno con una visione ecologista del mondo. Se gli attuali sondaggi terranno, una coalizione tra i conservatori e i Verdi avrebbe una maggioranza netta di quasi il 60%; ecco perché molti degli osservatori politici a Berlino stanno scommettendo su Sönder. In tutta la sua storia, la CDU ha messo il pragmatismo (leggi: mantenere il potere) davanti all’ideologia. Se si attiene al copione, rimpiazzare la Merkel potrebbe essere più facile di quel che sembra ora».

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Alessandro Maran
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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