Ottimismo: 66 buone notizie per l'anno che viene - Fondazione PER
20766
post-template-default,single,single-post,postid-20766,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-2.0.5,cookies-not-set,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,columns-4,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-21.0,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Ottimismo: 66 buone notizie per l’anno che viene

di Alessandro Maran

 

Il mondo, si sa, è pieno di problemi e nel 2023 sono successe un sacco di cose terribili. Le conosciamo e non le dimenticheremo facilmente (e non dobbiamo dimenticarle). Le possiamo trovare facilmente su tutti i giornali. Anzi, stando ai principali mezzi di informazione, quello che ci lasciamo alle spalle è un anno caratterizzato da una successione continua di sciagure: la guerra in corso in Ucraina, gli attacchi terroristici in Israele e la successiva guerra a Gaza, i terremoti devastanti in Turchia e in Siria, le temperature da record in tutto il mondo, ecc. Si salva solo ‘The Eras Tour’ di Taylor Swift, il film-concerto di maggior successo di tutti i tempi.
Ma anche quest’anno molte cose sono andate per il verso giusto. Eppure, quasi nessuna ha fatto notizia. Col risultato che le cose belle che sono successe sono molto più difficili da conoscere e si può avere l’impressione che non sia successo nulla di buono.
“I notiziari dovrebbero dirci cosa sta succedendo nel mondo. Ma non è così”, scrive l’economista politico Angus Hervey che con lo scienziato del cancro Tane Hunter, ha fondato Future Crunch, un think tank progettato per promuovere una riflessione intelligente e ottimista sul futuro e per dare alle persone la possibilità di contribuirvi (👉 https://futurecrun.ch/ ).
Ci dicono solo quello che non va, prosegue Hervey: “Grazie a una combinazione di pressioni commerciali, pregiudizi cognitivi e abitudini culturali, le testate giornalistiche sono diventate moderni profeti di sventura, che mostrano il peggio dell’umanità, senza evidenziare alcun progresso, guarigione o possibilità di recupero. Sì, il giornalismo dovrebbe dire sempre la verità sul potere e quando accadono cose terribili non dovremmo voltarci dall’altra parte. Ma quando sentiamo solo storie negative, non riusciamo a cogliere la realtà di quel che è possibile. Ci neghiamo l’opportunità di fare meglio”.
“La giornalista americana Krista Tippett – continua Hervey – afferma che ormai siamo tutti abbastanza fluenti nel linguaggio della catastrofe e dell’inefficienza e ciò che più occorre sono quelle che lei chiama ‘narrazioni generative’. Quest’anno abbiamo trovato oltre 2.000 di queste storie e le abbiamo condivise con decine di migliaia di lettori in un’e-mail settimanale. Non si tratta di storie di cani sulla tavola da surf o di bambini che sopravvivono ad un tornado, ma di storie autentiche, in grado di cambiare il mondo, su come milioni di vite stanno migliorando, sulle vittorie in materia di diritti umani, sulle malattie che vengono eliminate, sulla diminuzione delle emissioni, su come vaste aree del nostro pianeta vengono protette e come intere specie sono state salvate”.
Qui (👉 https://futurecrunch.com/goodnews2023/) Future Crunch propone un elenco finale di 66 buone notizie di cui nel 2023 non abbiamo sentito parlare. “Pensiamo che molte di loro vi sorprenderanno, e alcune potrebbero semplicemente cambiare il vostro modo di vedere il mondo. È stato un anno difficile, ma sotto tanti aspetti e in tanti luoghi abbiamo anche fatto progressi”.
La pensano così anche a Gapminder, l’organizzazione fondata da Ola Rosling, Anna Rosling Rönnlund e Hans Rosling (gli autori di Factfulness, un libro straordinario: 👉
https://www.rizzolilibri.it/libri/factfulness/), la cui missione dichiarata è quella di “combattere l’ignoranza devastante con visioni del mondo basate sui fatti che tutti possono comprendere”.
“Per continuare a lottare per rendere il mondo migliore, abbiamo tutti bisogno di un po’ di speranza. Pertanto abbiamo raccolto un elenco di 100 storie positive del 2023 che potrebbero farvi cambiare idea riguardo ai 12 mesi trascorsi! Tenendo presenti queste cose, è più facile immaginare che il 2024 possa essere migliore!” (👉 https://www.gapminder.org/news/100-positive-news-from-2023/).
E se questo non vi basta per ritrovare la speranza, provate a dare un’occhiata (qui: 👉 https://www.gapminder.org/facts/improvements/) all’elenco delle 31 tendenze di miglioramento globali di cui la maggioranza delle persone non ha la minima idea. Insomma, non c’è ragione di pensare che il mondo sia spacciato e non bisogna perdere la speranza nel futuro.
Buon 2024 a tutti!
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

Nessun commento

Rispondi con un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.