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Parigi, dall’auto all’uomo. Sarà vera svolta?

di Francesco Gastaldi

 

Anne Hidalgo (sindaca socialista di Parigi) e il responsabile della mobilità David Belliard, lanciano l’ambizioso obiettivo di ridurre gradualmente il traffico veicolare del centro della capitale francese già dal 2022.

La sfida è disincentivare l’uso dell’auto privata e favorire il trasporto pubblico al fine di abbattere emissioni inquinanti e rumore. Liberare dall’automobile il tessuto urbano centrale per realizzare spazi verdi, viali pedonali e piste ciclabili.

La futura zona a traffico limitato interesserà i primi quattro circondari e alcune aree del quinto, sesto e settimo arrondissement. Si estenderà per circa 14 chilometri quadrati: da est a ovest, da Place de la Bastille sino a Place de la Concorde, includendo inoltre due importanti porzioni della città, il quartiere Marais e buona parte del Quartiere Latino della Rive Gauche. Nella ZTL ricadranno molti degli edifici del governo e delle istituzioni culturali parigine e un notevole numero di esercizi commerciali.

All’interno della nuova zona sarà comunque consentito l’accesso alle auto dei residenti, mezzi pubblici, taxi, veicoli per la consegna delle merci e per il trasporto di persone con disabilità. Potranno continuare ad accedere in automobile anche i titolari di attività commerciali e artigianali localizzate nell’area. I veicoli che entreranno nella futura ZTL saranno sottoposti a rigidi controlli e verranno elevate sanzioni ai conducenti sprovvisti di permesso (a riguardo si attendono indicazioni più dettagliate).

Dall’analisi dei dati si stima che sono circa 180.000 le automobili che attraversano quotidianamente questa parte di città e oltre il 50% di queste transitano senza sostare. Spostamenti che ogni giorno potrebbero essere agevolmente effettuati utilizzando i mezzi pubblici. Sulla proposta avanzata dall’amministrazione Hidalgo è stata avviata una consultazione pubblica attraverso un sondaggio on-line che permetterà alla cittadinanza di esprimere la propria opinione.

Dopo molti mesi durante i quali la libertà di spostamento di persone e merci è stata considerevolmente limitata a causa della pandemia, le aree urbane puntano al superamento dello stato di emergenza. Rendere pedonale il centro di Parigi rientra di certo tra gli interventi che mirano a incentivare la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile volto a scongiurare un ritorno a livelli di inquinamento non più tollerabili.

Molteplici però le critiche all’iniziativa Hidalgo-Belliard che giungono perlopiù dagli schieramenti politici di opposizione: da un lato il rischio di un notevole incremento della circolazione veicolare fuori dalla zona a traffico limitato, vanificando conseguentemente il reale abbattimento delle concentrazioni di inquinanti, dall’altro la verosimile crescita dei valori immobiliari all’interno dell’area centrale parigina.

Durante il suo primo mandato la Hidalgo è riuscita ad attuare politiche di governo del territorio che hanno consentito la creazione di molte aree a verde e percorsi pedonali. Emblematica l’attuazione del piano di pedonalizzazione della riva destra della Senna avviata nel 2016. Ora, al secondo mandato elettorale, la battaglia più ardua da condurre per restituire ai pedoni il centro di Parigi. Riuscirà nel suo intento la sindaca dall’animo ecologista? Ai posteri l’ardua sentenza.

Francesco Gastaldi
gastaldi@per.it

Francesco Gastaldi (1969) è Professore associato di urbanistica presso l’Università Iuav di Venezia. È stato ricercatore presso la stessa università nel periodo 2007-2014. Laureato in architettura presso l’Università degli Studi di Genova, ha conseguito il dottorato di ricerca in pianificazione territoriale e sviluppo locale presso il Politecnico di Torino. Svolge attività di ricerca su temi riguardanti le politiche di sviluppo locale, la gestione urbana, le vicende urbanistiche della città di Genova dal dopoguerra ad oggi. Partecipa a ricerche MIUR e di ateneo, ricerche e consulenze per soggetti pubblici e privati.

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