Perché i giovani cinesi sono più alti: in 30 anni cresciuti di 9 centimetri - Fondazione PER
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Perché i giovani cinesi sono più alti: in 30 anni cresciuti di 9 centimetri

di Vittorio Ferla

 

Rispetto alla metà degli anni 80 i giovani cinesi sono più alti di nove centimetri. La notizia – apparentemente minore – è rimbalzata la scorsa settimana in Cina, nel corso delle celebrazioni per il 72° anniversario del governo del Partito Comunista. Per esaltare il livello di patriottismo e salutare l’ascesa economica del paese e la crescita del suo peso politico, la propaganda dei media statali – in prima fila il tabloid nazionalista Global Times e l’emittente Cctv, entrambi controllati dal governo di Pechino – hanno ripubblicato i risultati di uno studio dell’anno scorso della prestigiosa rivista medica The Lancet. Dallo studio – che analizza l’evoluzione delle altezze medie in tutto il mondo – emerge che la Cina è il paese che ha conosciuto il più grande aumento di altezza nella popolazione maschile: in sostanza, tra il 1985 e il 2019, l’altezza media degli uomini di 19 anni in Cina è aumentata di quasi 9 centimetri.

Una tendenza confermata anche dal rapporto pubblicato lo scorso dicembre dalla National Health Commission del paese, secondo il quale l’altezza media degli uomini cinesi di età compresa tra 18 e 44 anni è aumentata di 1,27 centimetri tra il 2014 e il 2019. L’aumento di altezza riguarda anche le donne, sebbene, in tal caso,
la Cina non abbia il primato mondiale. La notizia dell’aumento dell’altezza fisica – circolato abbondantemente su Weibo, sito di microblogging cinese tra i più frequentati del paese – è diventata una metafora della crescita dello status economico dei cinesi. Lo sviluppo fisico dei giovani cinesi è considerato l’effetto della velocissima avanzata dell’economia nazionale che ha portato in pochi decenni al miglioramento della qualità della vita.

Quando Deng Xiao Ping cominciò le riforme economiche negli anni 70, la Cina era un paese povero e sottosviluppato, afflitto dalla malnutrizione e dalla fame prevalenti. In quegli anni il ricordo delle carestie provocate dalle disastrose politiche del governo era ancora fresco nei ricordi della gente. Negli ultimi decenni, viceversa, con la crescita dell’economia più orientata al mercato – sebbene rigorosamente sotto il controllo dello stato – l’offerta di cibo e la ricchezza personale si sono estese. Come spiega lo studio del 2014 dell’Istituto di Pediatria di Pechino, «la crescita di bambini e adolescenti è migliorata di pari passo con lo sviluppo economico». In pratica, i bambini hanno ricevuto la nutrizione di cui avevano bisogno per crescere in modo sano: il che si riflette nella loro altezza.

In alcune aree ricche del paese comincia perfino a comparire l’obesità, fenomeno tipico dei paesi più sviluppati. Non mancano, però, le contraddizioni. Secondo l’Ufficio nazionale di statistica cinese, il reddito disponibile pro capite per le famiglie rurali nel 2019 è stato tre volte più basso rispetto a quello delle famiglie nelle aree urbane. Ecco che l’aumento dell’altezza media dei bambini è cinque volte superiore nelle aree urbane rispetto a quelle rurali, dove la denutrizione è ancora presente e l’offerta di assistenza sanitaria è ancora modesta.

Vittorio Ferla
vittorinoferla@gmail.com

Giornalista, direttore di Libertà Eguale e della Fondazione PER. Collaboratore de ‘Linkiesta’ e de 'Il Riformista', si è occupato di comunicazione e media relations presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio. Direttore responsabile di Labsus, è stato componente della Direzione nazionale di Cittadinanzattiva dal 2000 al 2016 e, precedentemente, vicepresidente nazionale della Fuci. Ha collaborato con Cristiano sociali news, L’Unità, Il Sole 24 Ore, Europa, Critica Liberale e Democratica. Ha curato il volume “Riformisti. L’Italia che cambia e la nuova sovranità dell’Europa” (Rubbettino 2018).

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