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Perché il Portogallo si sposta a destra

di Alessandro Maran

 

🇵🇹 La coalizione di centrodestra (AD) ha vinto di misura le elezioni politiche in Portogallo, ma i dati delle urne raccontano di un Paese diviso in tre (ecco i risultati visualizzati su una mappa da Wired Italia: https://www.wired.it/…/portogallo-elezioni-risultato…/) e desta una certa preoccupazione il terzo posto ottenuto dal partito populista di estrema destra Chega con il 18% dei voti. Chega, che in portoghese significa “Basta”, è un partito nazionalista, populista, euroscettico e ultraconservatore fondato nel 2019 da André Ventura, che prima di fare politica era diventato piuttosto famoso come commentatore di calcio.
Il leader di centrodestra Luis Montenegro ha escluso di unire le forze con Chega per governare, ma i risultati indicano che Chega “è destinato a esercitare una notevole quantità di potere”, osserva Aitor Hernández-Morales su POLITICO Europe (https://www.politico.eu/…/portugal-far-right-back…/).
Sempre su Politico, Claudia Chiappa scrive le politiche oltranziste e le controversie sul razzismo hanno segnato il percorso di quella che è diventata la terza forza politica del Portogallo e che l’ostilità verso la comunità rom è stata al centro della politica del leader del Chega André Ventura (https://www.politico.eu/…/5-things-portugal-surging…/). Il partito ha adottato infatti una linea dura contro la popolazione rom del paese prima delle elezioni anticipate di domenica, accusando la comunità di abusi riguardo alle prestazioni sociali e di tutta una serie di crimini. “Durante la pandemia di Covid-19, Ventura (…) ha suscitato polemiche per aver proposto di creare un ‘piano di confinamento specifico per le comunità rom’”, scrive Chiappa. “L’obiettivo – ha detto Ventura all’AFP News Agency– era far capire che esiste una comunità in Portogallo che ha molte difficoltà a rispettare le regole di confinamento” (https://www.france24.com/…/20220125-portugal-s…).
Sul perché il populismo di estrema destra ha avuto successo in Portogallo, Joana Ramiro scrive su The Guardian: “Il successo di Chega è il frutto di aver lasciato crescere la bestia del malcontento sociale, nutrita dal rapido deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro. In un Portogallo in cui i redditi sono i sesti più bassi dell’UE ma i ‘residenti non abituali’ (leggi: espatriati) godono di varie esenzioni fiscali, i più vulnerabili sono facile preda di un progetto politico ultranazionalista che promette salari più alti e spesa pubblica ma anche tasse più basse (…) Il cambio di paradigma non riguarda tanto la fine del sistema bipartitico, ma la fine della fiducia dell’elettorato in un modello socioeconomico che per molti decenni non è riuscito a fornire risultati sostenibili per i lavoratori medi come Jane e Joe” (https://www.theguardian.com/…/portugal-elections-chega…).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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