Craxi, 20 anni dopo. Il Riformismo senza riforme | Fondazione PER
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Craxi, 20 anni dopo. Il Riformismo senza riforme

QUADERNO N°9 – 2020

Fondazione PER presenta il quaderno dal titolo
“Craxi, 20 anni dopo. Il Riformismo senza riforme”.

Craxi aggiornò il profilo ideale e culturale della sinistra italiana. L’autonomia culturale che i socialisti rivendicavano aveva la propria ascendenza ideale nel socialismo liberale. Fondamentale fu la rivista “Mondoperaio” diretta da Federico Coen. Polemiche come quella avviata da Norberto Bobbio sul marxismo e lo Stato o le successive su Gramsci e l’egemonia, sul togliattismo e la democrazia, lasciarono un segno nella storia della sinistra.

La Conferenza programmatica di Rimini del 1982 segnò il punto più alto di elaborazione. In quella sede fu ripresa la formula dell’eguaglianza delle opportunità che anticipava il dibattito sulla riforma del welfare. Il Psi attrasse in quegli anni notevoli energie intellettuali intorno all’idea di un riformismo da “sinistra di governo”. La risposta che la cultura comunista oppose alla sfida fu inadeguata, si arroccò nella difesa di schemi tradizionali.

Tuttavia, in parte a causa degli ostacoli frapposti dal sistema politico e culturale italiano, in parte a causa dei suoi stessi errori e del suo arroccamento nei confini rassicuranti della cosiddetta Prima Repubblica, a Craxi mancò lo scatto per cavalcare il cambiamento. Anche per questo fallì l’appuntamento con le riforme.
Alla fine degli articoli pubblichiamo anche lo storico discorso sul finanziamento della politica che Craxi svolse nell’aula della Camera il 3 luglio del 1992.

Segnaliamo infine che, ovviamente, anche la storica e prestigiosa rivista Mondoperaio – nei numeri di gennaio, febbraio e marzo/aprile – ha a sua volta ricordato la figura di Craxi a vent’anni dalla morte, con gli interventi di: Carmine Pinto, Gianfranco Pasquino, Antonio Funiciello, Luigi Compagna, Pierluigi Castagnetti, Claudio Petruccioli, Paolo Guzzanti, Alberto Benzoni, Roberto Sajeva, Riccardo Nencini, Gennaro Acquaviva, Nicola Scalzini, Paolo Pombeni, Enrico Morando, Giuseppe Pennisi, Giuliano Cazzola, Vittorio Giacci e Stefano Rolando.

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