Russia-Ucraina: come riconoscere una “relazione tossica” (e come uscirne) - Fondazione PER
19812
post-template-default,single,single-post,postid-19812,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-2.0.5,cookies-not-set,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,columns-4,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-21.0,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Russia-Ucraina: come riconoscere una “relazione tossica” (e come uscirne)

di Alessandro Maran

 

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto ieri di non volere una guerra in Ucraina e ha annunciato il ritiro di una parte delle truppe ammassate al confine. Ovviamente, nessuno si fida delle promesse di Putin. Sembra però che l’unità del fronte occidentale (che ha risposto in modo tosto giocando sulle leve dell’economia) abbia funzionato. Dopo parecchi giorni di lavoro diplomatico dietro le quinte, ieri Joe Biden ha parlato per dieci minuti alla Casa Bianca mandando numerosi messaggi: al presidente Putin, al popolo russo, agli ucraini, agli alleati degli Stati Uniti e, la cosa forse più importante, agli americani.

Biden ha detto che la Russia ha ora 150.000 soldati che circondano l’Ucraina e che gli Stati Uniti non hanno finora “verificato” il ritiro delle truppe russe annunciato da Putin. Ma ha insistito sul fatto che la porta della diplomazia resta aperta. Il presidente americano ha poi detto che un’invasione russa è ancora “altamente probabile”. Ma si è rivolto ai cittadini russi dicendo loro di non credere che vogliano davvero una guerra, “non siete il nostro nemico”, gli Stati Uniti e la Nato “non sono una minaccia”. Joe Biden ha detto anche che il sostegno americano agli alleati della Nato in Europa è “sacrosanto”; ha messo in guardia sulle serissime conseguenze economiche per la Russia che comporterebbe un’invasione; ha precisato che la Nato non si piegherà alle richieste russe di ritiro dall’Europa orientale, ma ha anche detto che c’è un “ampio spazio” di discussione con Mosca sulle “reciproche preoccupazioni riguardo la sicurezza”. Ha infine avvertito che una invasione russa non sarebbe indolore per gli americani poiché i prezzi dell’energia aumenterebbero.

“Dico queste cose non per provocare, ma per dire la verità, perché la verità è importante”, ha detto Biden. Ed ha aggiunto “se non stiamo dalla parte della libertà oggi… pagheremo sicuramente un prezzo più alto domani”.
Dire le cose come stanno aiuta. Proprio la condivisione pubblica delle informazioni di intelligence per esporre le intenzioni della Russia ha permesso, in questi giorni, di scoraggiare e prevenire le mosse di Putin. Aiuterebbe anche il dibattito di casa nostra, dove l’influenza delle posizioni russe si è fatta sentire. “Sappiamo che ci sono partiti filorussi, come la Lega affiliata al partito di Putin Russia Unita. Ma leggere il dibattito italiano fa impressione”, ha detto Rosa Balfour, direttrice del Carnegie Europe a Formiche.net: “C’è un mainstream favorevole alla narrazione di Mosca che mal si concilia con i fatti sul campo. E i fatti raccontano che c’è un’aggressione in corso contro l’Ucraina, la Georgia, la Moldavia, il sostegno a un dittatore in Bielorussia. Bisognerebbe tenerne conto”.

L’altro giorno, Leight Elliot McGowan, una fotografa americana di origine canadese che ha creato un canale su You Tube (e su Twitter, TikTok e IG) chiamato Politics Girl, ha postato un video che (dalla cucina di casa) spiega il “succo” del conflitto Russia-Ucraina in modo molto efficace. Dicendo le cose come stanno. “Cercherò di essere estremamente chiara” dice McGowan nel suo appuntamento quotidiano sulla politica ed il mondo. “La Russia ha ammassato migliaia di soldati al confine con l’Ucraina. Minacciano di invadere l’Ucraina se non ottengono quello che vogliono. L’Ucraina è un paese sovrano che non vuole essere invaso dalla Russia ed ha chiesto aiuto per potersi proteggere. Comunque la si pensi sui motivi del comportamento russo o su quel che la Nato o gli Stati Uniti dovrebbero fare in relazione alle richieste della Russia, l’Ucraina è un paese sovrano. Può fare quello che vuole”.

“Quanti sostengono che gli Stati Uniti dovrebbero soltanto dire alla Russia che l’Ucraina non farà mai parte della Nato, non ragionano lucidamente. L’America semplicemente non gestisce la Nato. L’Ucraina non risponde all’America. L’America non prende decisioni per conto dell’Ucraina. La Russia non può stabilire quel che gli altri paesi possono fare”. “Provate ad immaginare la Russia e l’Ucraina come una coppia che è stata sposata. La Russia non ha mai accettato la separazione e ora dice che l’Ucraina non può voltare pagina. È là fuori che proclama a tutti che non possono uscire con lei perché lei gli appartiene e gli apparterrà sempre. Se ti schieri a favore della posizione della Russia, allora ti stai battendo perché prosegua questa relazione tossica. L’Ucraina non appartiene alla Russia. Appartiene a se stessa. L’Ucraina può fare quel che vuole. Non si può dire semplicemente: “Beh, la ama moltissimo. Vuole solo poterla riavere. È solo che non gli piace quel tipo con cui sta pensando di uscire o le scelte che sta per fare. Pensa solamente che dovrebbero fare marcia indietro”. Chi sei per dirlo? Ed ora, poiché lei non tornerà da lui, la Russia sta per riprendersela con la forza? La farà vivere di nuovo nella sua casa secondo le sue regole?”

“E noi, i paesi democratici occidentali con i quali l’Ucraina si è allineata, dobbiamo solo stare a guardare e lasciare che ciò accada? No. È inaccettabile. È un abuso. Qui l’aggressore è la Russia. Se c’è una crisi, deve essere collocata interamente sulle spalle della Russia. La Russia vuole quello che vuole, anche se deve prenderselo con la forza. Niente di tutto questo ha a che fare con l’America. L’America sta semplicemente dalla parte dell’Ucraina. È l’Ucraina ad essere vittima di abusi. La Nato è contro l’aggressore. Non c’è altro modo di leggere la situazione, a meno che semplicemente uno non sia pappa e ciccia con la Russia o sotto la sua influenza. E se vi trovate a sostenere la loro posizione, allora si consiglia di controllare i vostri valori e il vostro patriottismo all’ingresso”. Non c’è molto da aggiungere.

Argomenti
, , , , ,
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

Nessun commento

Rispondi con un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.