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San Francisco apre ai robotaxi, lezioni per i progressisti

di Alessandro Maran
“San Francisco moves to center of robotaxi universe”, ha titolato qualche giorno fa l’agenzia di stampa britannica Reuters. Per la prima volta nella storia, una grande città dà il via libera alla circolazione dei robotaxi, le navette senza guidatore. La California Public Utilities Commission, come racconta Maura Valentini, ha dato il permesso a Waymo e Cruise di lanciare senza limiti il servizio robotaxi in città. Una decisione che rappresenta un passo avanti significativo per la tecnologia nascente (https://www.economyup.it/automotive/robotaxi-la-svolta-a-san-francisco-via-libera-totale-alle-auto-senza-guidatore/?).
Si è trattato, come si può immaginare, di un voto controverso. Tutto il mondo è paese e la proposta del robotaxi ha diviso San Francisco tra quanti non volevano che la città venisse utilizzata per testare quella che considerano una tecnologia non ancora collaudata e quanti ritengono invece che la città, capitale mondiale della tecnologia, deve proporsi come guida anche nello sviluppo di ciò che può portare a meno incidenti e lesioni stradali. Centinaia di residenti e membri di vari gruppi di interesse si sono perciò presentati nella sala delle udienze della commissione a San Francisco per dire la loro su una miriade di questioni che vanno dall’accessibilità per i disabili, alla sicurezza, alla codifica del software, all’attività sindacale e ai conflitti di interesse.
La California Public Utilities Commission, spiega Greg Bensinger su Reuters, “si è schierata dalla parte delle aziende nonostante la vigorosa opposizione di alcuni residenti e agenzie cittadine. I commissari hanno ascoltato più di sei ore di rilievi da parte di residenti e gruppi di interesse particolari che sostengono o si oppongono alla misura che amplia il servizio di veicoli autonomi a pagamento”.
“Le agenzie di trasporto e sicurezza, come la polizia e i vigili del fuoco, così come molti residenti, si sono opposte all’espansione del servizio di robotaxi a pagamento a causa di quelle che hanno descritto come preoccupazioni per la guida pericolosa e l’interferenza con le loro operazioni. Le agenzie, che non hanno autorità di regolamentazione, hanno esercitato forti pressioni per un impiego più misurato dei veicoli sperimentali. A favore dell’espansione del servizio si sono schierati tecnologi e residenti che hanno manifestato la convinzione che le auto offrano un’alternativa più sicura ai conducenti in carne ed ossa e rappresentino una spinta fondamentale per l’economia di San Francisco” (https://www.reuters.com/…/california-agency-vote…/…).
Il mondo va avanti. L’innovazione non si ferma mai. Si sa. Bisogna perciò combattere le paure e puntare sull’innovazione. Sconfiggere le ecoansie e i professionisti della catastrofe con l’ottimismo si può, scrive oggi Claudio Cerasa a proposito di climate optimsim. “A condizione di rinunciare a qualche clic in più. E a condizione di smetterla di offrire ai lettori una descrizione del mondo apocalittica, catastrofista, drammatica, allarmistica. Michele Serra, su Repubblica, venerdì scorso ha lanciato un’invettiva contro la sinistra del pessimismo. ‘Se la sinistra riuscisse a capire che la vera benzina della destra è la paura del domani magari riuscirebbe a riscoprire la propria identità e la propria funzione: non avere paura del futuro’”( https://www.ilfoglio.it/…/contro-le-ecoansie-e-l-ora…/).
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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