Senza aiuti, l'Ucraina è in difficoltà - Fondazione PER
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Senza aiuti, l’Ucraina è in difficoltà

di Alessandro Maran

 

🇺🇦 L’Ucraina è in difficoltà. L’altro giorno un missile russo si è abbattuto a 500 metri da un convoglio che trasportava il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis nella città portuale di Odessa sul Mar Nero, riporta la CNN (👉 https://edition.cnn.com/…/russia-missile…/index.html?).
Ci siamo andati vicino, l’abbiamo scampata, scrive oggi Adriano Sofri su Il Foglio: l’Odessa del 6 marzo 2024 poteva essere la Sarajevo del 28 giugno 1914 (👉 https://www.ilfoglio.it/…/l-odessa-del-6-marzo-2024…/).
Sul Washington Postt, Siobhán O’Grady e Serhii Korolchuk notano le difficoltà di Zelenskyj nel generare consenso, e nel finalizzare le politiche, su come arruolare più truppe mentre le forze russe avanzano (👉 https://www.washingtonpost.com/…/ukraine-mobilization…/).
Mentre la Russia espande l’arsenale missilistico, l’Ucraina ha bisogno di rafforzare le difese aeree, scrive Olivia Yanchik per l’Atlantic Council: “Con gli sforzi per approvare nuovi aiuti militari statunitensi all’Ucraina ancora bloccati al Congresso, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha recentemente individuato il rafforzamento delle difese aeree del paese come una delle priorità più urgenti di Kiev. ‘La cosa più importante è sbloccare il cielo’, ha commentato Zelenskyj durante un evento stampa a Kiev per celebrare il secondo anniversario dell’invasione su vasta scala della Russia il 25 febbraio”. Nonostante i miglioramenti, scrive Yanchiik, l’Ucraina “rimane altamente vulnerabile agli attacchi missilistici e ai droni russi. Mentre Kiev ora ha una copertura di difesa aerea relativamente forte, altre grandi città come Kharkiv, Odesa e Zaporizhzhia sono molto meno protette e subiscono regolarmente bombardamenti letali” (👉 https://www.atlanticcouncil.org/…/ukraine-needs…/).
Il capo del più grande fornitore privato di energia elettrica dell’Ucraina afferma che il suo Paese rischia di perdere la guerra energetica contro Mosca, che ha preso di mira le infrastrutture elettriche ucraine, riferisce Shotaro Tani del Financial Times (👉 https://www.ft.com/…/c562f39e-45d6-4032-9244-52053910d671).
Il quadro più cupo è quello delle prime linee. Su DER SPIEGEL Christoph Reuter racconta (con foto di Johanna Maria Fritz e Agentur Ostkreutz) le sofferenze e gli orrori della guerra di trincea, mentre le truppe ucraine stanno finendo le munizioni e vengono perseguitate dai droni russi.
“Qui nessuno parla più di offensive”, scrive Reuter dal fronte nel Donbass. Visto che “i paesi donatori non forniscono neanche lontanamente ciò che consumano, gli ucraini saranno costretti a razionare i loro proiettili di artiglieria (…) Con le mobilitazioni forzate e un’economia di guerra che produce in serie proiettili, carri armati e droni, ‘la Russia ha semplicemente più di tutto adesso’, dice Edward, il comandante della compagnia (…) ‘Non abbiamo quasi più proiettili di artiglieria’, spiega il comandante Edward. ‘Al momento, i droni sono la nostra artiglieria’. “Carri armati e cannoni per un valore di milioni – prosegue l’inviato – vengono distrutti da droni kamikaze che costano solo poche centinaia di dollari. Quei droni, a loro volta, sono più facili da abbattere con fucili del tipo usato per cacciare fagiani e anatre. Ecco come si presenta la guerra in Ucraina nel febbraio 2024”.
Descrivendo un recente attacco russo vicino a Bakhmut che ha ucciso truppe ucraine e le costrette ad arretrare, Reuter scrive che il comandante di una piccola unità di mortai “è così arrabbiato che si pone lui stesso la domanda: ‘Ci aspettavamo un attacco come questo? Ovviamente! Avremmo potuto impedirlo? Naturalmente, se avessimo abbastanza proiettili di artiglieria’” (👉 https://www.spiegel.de/…/the-russian-invasion-a-visit…).
🇪🇺 A proposito, ieri, al congresso del Partito popolare europeo a Bucarest, il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto, papale papale, quel che andava detto: “La lotta contro le tendenze autoritarie si sta svolgendo su più fronti. E ovviamente l’ esempio più drammatico è rappresentato dal fronte ucraino-russo. (…) I tempi della beata tranquillità sono finti. Il dopoguerra è finito. Viviamo in tempi nuovi (…) L’Europa voleva vivere e svilupparsi in un mondo post guerre mondiali. Ma oggi dobbiamo dire chiaramente che siamo di fronte ad una scelta semplice: o scegliamo di intraprendere la lotta per difendere i nostri confini, il nostro territorio, i nostri principi e, di conseguenza, i nostri cittadini e le generazioni future o cadremo (…) Non c’è ragione di capitolare di fronte al male. Le potenzialità dell’Europa – economiche, finanziarie, demografiche, morali – sono più grandi delle potenzialità di quelli che ci attaccano. E fondamentale oggi che l’Europa creda nelle sua forza (…) Nessuno prenderà il nostro posto nella lotta per la nostra sicurezza e il nostro futuro. Noi stessi siamo la migliore garanzia della nostra sicurezza e della nostra unità (…) (👉 https://x.com/Platforma_org/status/1765730650080838131?s=20). Bisogna darsi una mossa.
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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