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UK, il disastro dei conservatori

di Alessandro Maran

 

Nell’ultimo numero del New Yorker, Sam Knight sostiene che quest’anno il Partito conservatore britannico è sulla buona strada per subire una disastrosa sconfitta (in un’elezione che deve ancora essere indetta per una data specifica) che potrebbe mettere fine ad un esercizio del potere durato 14 anni (https://www.newyorker.com/…/what-have-fourteen-years-of…).

Questa impressione è condivisa da molti. Sulla rivista britannica di centrodestra The Spectator, John Curtice mette l’accento sulla forza del Labour nei sondaggi e spiega “perché il Labour ha una probabilità del 99% di formare il prossimo governo” (https://www.spectator.co.uk/…/why-labour-is-99-per…/). La redattrice politica della rivista, Katy Balls, ha scritto di recente: “C’è una vecchia battuta russa sulla differenza tra un ottimista e un pessimista a Mosca. Il pessimista ritiene che peggio di così le cose non potrebbero andare. L’ottimista risponde: ‘Potrebbero, potrebbero!’ Oggigiorno si potrebbe fare la stessa battuta sui Tories” (https://www.spectator.co.uk/…/whos-behind-the-mordaunt…/).
Pur segnalando che l’odierno partito laburista, guidato da Keir Starmer, non esprima una chiara e alternativa ideologia di governo, sul New Yorker Knight scrive che neanche i conservatori hanno espresso granché – almeno niente di fattibile praticamente. L’ascesa dell’ex primo ministro David Cameron nel 2010 non ha incarnato un thatcherismo “hardcore” e “small-government” di fedelissimi, scrive Knight, ma una sorta di culto urbano della competenza e del liberalismo che ha anche portato avanti una austerità fiscale dogmatica dopo il crollo finanziario del 2008.
Ciò ha lasciato la Gran Bretagna in condizioni peggiori, sostiene Knight. “Lo scorso autunno, centinaia di edifici scolastici hanno dovuto essere chiusi per riparazioni di emergenza, perché il budget nazionale per l’edilizia scolastica era stato tagliato del 46% tra il 2009 e il 2022”, sottolinea Knight. “Sono successe cose stupide” durante il decennio di tagli al budget dei Tory. “Dal 2010, il 43% dei tribunali in Inghilterra e in Galles hanno chiuso”. E perfino la Brexit, racconta Knight, sembrava motivata più da un allarme generale sul fatto che negli ultimi anni le cose non stessero andando troppo bene che da un’ideologia conservatrice.
Knight si concentra sulle carenze dei conservatori senza tuttavia trovare una risposta convincente su quale modello di governo, o quale ideologia politica, è probabile sostituisca l’etica “meno Stato più mercato” dei conservatori. Il Partito laburista, “se dovesse conquistare il potere, non ha nulla di nuovo da dire sulla Brexit ed è ambiguo sui propri programmi fiscali e di spesa” scrive Knight. Se il Partito conservatore dovesse perdere il potere, “la domanda da porsi è che razza di politica avvelenata si lascerà alle spalle”.
Alessandro Maran
maran@perfondazione.eu

Già senatore del Partito democratico, membro della Commissione Esteri e della Commissione Politiche Ue, fa parte della presidenza di Libertàeguale. Parlamentare dal 2001 al 2018, è stato segretario regionale dei Ds del Friuli Venezia Giulia.

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