Von der Leyen rilancia l’Ue come protagonista geopolitico globale - Fondazione PER
20540
post-template-default,single,single-post,postid-20540,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-2.0.5,cookies-not-set,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,columns-4,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-21.0,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.0.5,vc_responsive

Von der Leyen rilancia l’Ue come protagonista geopolitico globale

di Vittorio Ferla

 

L’anno scorso, dopo l’attacco della Russia, una giovane madre ucraina parte per Praga per mettere in salvo il figlio. Appena arrivata alla frontiera consegna i documenti, viene registrata e accolta. Poi, scoppia in lacrime. “Mamma, perché piangi?”, le chiede il figlio. “Perché siamo a casa”, risponde lei. “Ma qui non siamo in Ucraina!”, osserva il bambino. “Ma è l’Europa”, spiega la madre. Nel corso della sua relazione sullo Stato dell’Unione, pronunciata al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen sceglie di spiegare il senso dell’Europa tramite la storia di Viktorija Jurijivna Amelina, pluripremiata scrittrice e attivista ucraina. Amelina torna dopo in Ucraina per documentare la brutalità dell’invasione, ma viene uccisa il 27 giugno 2023 da un missile balistico russo mentre si trova in un ristorante di Kramatorsk, a cena con una delegazione di scrittori e giornalisti colombiani. Tra questi, per fortuna rimasto illeso, c’è anche Héctor Abad Faciolince, ieri ospite del Parlamento europeo. Finito il racconto, von der Leyen lo ringrazia per il suo impegno di denuncia delle atrocità russe con l’associazione Aguanta Ucraina, che significa “Resisti Ucraina”. “Aguanta Ucraina!”, ripete ad alta voce la presidente mentre Abad Faciolince si alza in piedi e ruota verso gli eurodeputati mostrando l’immagine di Amelina. Segue un lungo e commosso applauso dell’emiciclo.

Ecco il clima dell’Europarlamento di Strasburgo dove von der Leyen rivendica lo sforzo unitario dei paesi membri e delle istituzioni europee in difesa dell’Ucraina. Un sostegno che “continuerà finché sarà necessario”. Sia con l’estensione della protezione temporanea agli ucraini nell’Ue, sia con la fornitura di risorse (nel 2023 pari a 12 miliardi di euro) per il pagamento di salari e pensioni e per il funzionamento dei servizi pubblici, infine con la produzione di munizioni per le necessità immediate. Ma non basta.

“Il futuro dell’Ucraina è nella nostra Unione”, avverte la presidente, aprendo il dossier dell’allargamento. Tra i candidati in attesa ci sono anche i Balcani occidentali e la Moldova e, continua, “so quanto questa prospettiva sia importante anche per i cittadini della Georgia”. In pratica, “in un mondo in cui c’è chi prende di mira i paesi, uno dopo l’altro, non possiamo lasciare indietro i cittadini europei”. Ma per raggiungere l’obiettivo servono due passaggi fondamentali. Sul piano interno, sono indispensabili le riforme del funzionamento delle istituzioni europee, ancora troppo macchinose, per velocizzare i processi decisionali e assorbire in modo fluido l’ingresso dei nuovi stati membri.

Questi ultimi però – è il secondo step – devono meritarsi l’adesione, dando garanzie sufficienti circa i pilastri dello stato di diritto, adeguando legislazione e condotta agli standard europei. “Abbiamo visto i grandi passi avanti che l’Ucraina ha già compiuto da quando le abbiamo concesso lo status di candidato. E abbiamo visto la determinazione degli altri paesi candidati a riformarsi”, riconosce von der Leyen. Del resto, il rispetto delle norme dello stato di diritto è richiesto anche agli attuali membri. La presidente ricorda infatti che tutti i 27 che vogliono accedere ai finanziamenti del Next Generation Eu dovranno garantire a livello interno il rispetto delle regole delle liberaldemocrazie. Insomma, il momento di completare l’unione del continente è arrivato. Dice von der Leyen: “dobbiamo superare i vecchi dibattiti binari sull’allargamento. Non si tratta di approfondire l’integrazione o di allargare l’Unione. Possiamo e dobbiamo fare entrambe le cose. Per darci il peso geopolitico e la capacità di agire”. L’allargamento aiuterà l’Europa a migliorarsi e a diventare un attore geopolitico sempre più forte e credibile. È accaduto con l’“Unione della Salute”, necessaria per fronteggiare insieme la minaccia del Covid. È accaduto con l’ “Unione della Difesa”, sempre più indispensabile dopo l’attacco di Mosca alla pax europea.

E se ristabilire un ordine pacifico nel continente è un urgenza indifferibile, non mancano però altre sfide. Per esempio, nei confronti dell’Africa, l’Europa dovrà esibire la stessa unità di intenti mostrata verso l’Ucraina. “Dobbiamo concentrarci sulla cooperazione con i governi legittimi e le organizzazioni regionali e dobbiamo sviluppare un partenariato reciprocamente vantaggioso che si concentri su questioni comuni per l’Europa e l’Africa”, avverte von der Leyen. Che poi sottolinea la Global Gateway, ovvero il risultato geopolitico più rilevante conseguito dall’Europa all’ultimo G20 svolto in India. “Proprio la settimana scorsa sono stata a Nuova Delhi per firmare il progetto più ambizioso della nostra generazione, il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa”, dice la leader dell’esecutivo comunitario. Si tratta del “collegamento ferroviario più diretto mai realizzato tra l’India, il Golfo Arabico e l’Europa” che “renderà il commercio tra India ed Europa più veloce del 40%”. Il corridoio prevederà un cavo elettrico e un oleodotto per l’idrogeno pulito insieme con un cavo dati ad alta velocità. Insomma, “connessioni all’avanguardia, più veloci, più brevi, più pulite”. Capaci, tra l’altro, di disinnescare il tentativo egemonico della Cina sull’Africa e il Medio Oriente.

Sui rapporti con il colosso asiatico von der Leyen precisa che la linea comunitaria sarà il de-risking, ovvero della riduzione dei rischi per la sicurezza, piuttosto che il decoupling, che richiederebbe una dolorosa e controproducente interruzione dei rapporti commerciali. In questa logica va letto l’annuncio della commissaria di intervenire con azioni appropriate per impedire la concorrenza sleale nell’ambito della produzione e vendita di auto elettriche: quelle cinesi ultimamente stanno invadendo il mercato europeo grazie a costi minori favoriti dagli aiuti di stato del governo di Pechino. In pratica, un mercato drogato che danneggia l’industria europea e che la Commissione non può tollerare. Sempre sul fronte dell’economia, von der Leyen rivendica i risultati e ribadisce l’attuazione del Green Deal, con la promessa di continuare a sostenere le industrie europee nella transizione ecologica, e rilancia il ruolo dell’Europa per affrontare le sfide del digitale e dell’intelligenza artificiale. Dal discorso sullo Stato dell’Unione emerge un quadro positivo dell’economia europea, capace di contenere e ridurre i prezzi dell’energia nonostante il ricatto russo e l’inflazione e di offrire migliaia di nuovi posti di lavoro che attendono però una migliore allocazione delle competenze.

Resta la sfida della competitività dell’Europa nello scacchiere globale. Per affrontarla von der Leyen annuncia il suo asso nella manica: Mario Draghi, chiamato a scrivere un rapporto sull’argomento. Saranno mesi di studio e di preparazione che, dopo le elezioni europee del giugno 2024, potrebbero proiettare l’ex capo della Bce e premier italiano verso la presidenza del Consiglio europeo.

Vittorio Ferla
vittorinoferla@gmail.com

Giornalista, direttore di Libertà Eguale e della Fondazione PER. Collaboratore de ‘Linkiesta’ e de 'Il Riformista', si è occupato di comunicazione e media relations presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio. Direttore responsabile di Labsus, è stato componente della Direzione nazionale di Cittadinanzattiva dal 2000 al 2016 e, precedentemente, vicepresidente nazionale della Fuci. Ha collaborato con Cristiano sociali news, L’Unità, Il Sole 24 Ore, Europa, Critica Liberale e Democratica. Ha curato il volume “Riformisti. L’Italia che cambia e la nuova sovranità dell’Europa” (Rubbettino 2018).

Nessun commento

Rispondi con un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.